«Presto gli arbitri potrebbero parlare»
Il presidente Nicchi: «Restano vietate le dichiarazioni su espulsioni o proteste»
ROMA. «Potrebbe essere l'inizio di una nuova era». Così il presidente dell'Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, parlando della possibilità di far parlare gli arbitri a fine gara. Presto per parlare di conferenze stampa dei fischietti dopo ogni partita, ma nella prossima stagione potrebbero esserci importanti novità: «Non dobbiamo correre, andiamo avanti con i fatti», ha proseguito Nicchi, auspicando che il rapporto tra arbitri e giornalisti sia sempre più «veritiero e leale: se ci sarà questo passo in avanti da parte di tutti, mai dire mai». Su espulsioni o sanzioni per simulazioni o proteste, occorrerà attendere il giudice: «Possiamo rispondere solo su questioni tecniche», precisa lo stesso Nicchi. Ma già quello aiuterebbe a stemperare molte polemiche, come fece Gianluca Rocchi dopo il discusso arbitraggio in Juventus-Roma della scorsa stagione: «Avrei preferito non fare quell'intervista, è stata comunque un'esperienza positiva perché è stato importante dare il mio punto di vista», ammette l'arbitro di Firenze. Tra i cronisti c'è chi contesta la teatralità degli arbitri nell'estrarre i cartellini rispetto ai colleghi inglesi: «Sono due mondi differenti, loro fanno una ramanzina di un minuto al giocatore prima di ammonire», spiega Valeri di Roma. «Io mi occupo di quelli italiani e mi tengo i nostri», replica con orgoglio Nicchi, dicendo la sua anche sulla tecnologia in campo: «Può aiutare il gioco del calcio e la goal-line technology lo dimostra. Ma sento parlare di moviola: facciamo attenzione, il gioco deve restare fluido».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
