Terzino temutissimo quando arrivava con i calabresi
C’era la mitica Sambenedettese di Ripa, Chimenti e Basilico. Il Palermo di Barbana e La Rosa. Il Genoa di Bruno Conti, Pruzzo e Bonci
FERRARA. C’era la mitica Sambenedettese di Ripa, Chimenti e Basilico. Il Palermo di Barbana e La Rosa. Il Genoa di Bruno Conti, Pruzzo e Bonci. Il Catania di Spagnolo e Ciceri. E poi c’era il Catanzaro. Che non era solo Palanca, e Spelta, e Braca e Improta (gli ultimi due, ex spallini, sia detto en passant...). No, quel Catanzaro era granitico. Per due anni consecutivi miglior difesa della serie B, dovendo affrontare quegli attaccanti di livello assoluto, straordinario: 18 gol subìti nelle 38 gare del 74/75, 23 nel 75/76, campionato chiuso col primo posto e la promozione in A. Era, soprattutto, il Catanzaro di Maldera, Vichi, Vignando. Silipo e... Ranieri. Già, la coppia di terzini: Silipo e Ranieri.
Che battaglie. Nel 74/75 Pezzato beffò Silipo e l’1-0 della Spal (vincente sui calabresi anche in Coppa) costò probabilmente la promozione al Catanzaro, che dovette accontentarsi dello spareggio, perso col Verona. L’anno dopo, Ranieri era ancora il 3 del Catanzaro. Da malati di cascellite acuta, la nostra preoccupazione derivava proprio dal fatto che a marcare Salvatore fosse Ranieri. Osso duro. Anzi, durissimo. Infatti, davanti a Cascella, Paina e Pezzato ebbe la meglio, sotto la pioggia, la super difesa del Catanzaro. Anche se fu Silipo ad immolarsi sul collo sinistro di Cascella. Ma Ranieri fece il suo.
Non era ancora King Claudio. Ma qui ce lo ricordiamo eccome, da avversario. Sia in campo che in panchina. (p.n.)
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