È Ranieri-mania: «Tra 20 anni un altro miracolo»
Il mondo del calcio ai piedi del tecnico del Leicester: «Abbiamo vinto giocando sempre da squadra»
Due neonati - un maschio ed una femmina, venuti alla luce entrambi venerdì scorso - chiamati con il suo nome. Si moltiplicano a Leicester i modi per ringraziare Claudio Ranieri, il mister passato dal “Tinkerman”, l'eterno indeciso dei tempi del Chelsea, al “Superman” capace di portare la Premier League nella bacheca delle Foxes.
Una città ai suoi piedi, in un crescendo di omaggi: dalla salsiccia dedicatagli da un macellaio, alla “Ranieri road” che il sindaco, Sir Peter Soulsby, ha proposto di inserire nella toponomastica. Ed anche il premier Matteo Renzi ha riconosciuto l'impresa del tecnico romano, annunciando che lo proporrà al presidente della Repubblica per un'onorificenza. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, l'ha definito «un orgoglio italiano». Lo stesso Ranieri è consapevole di aver fatto qualcosa di difficilmente ripetibile. «La prossima stagione sarà identica ai prossimi 10 o 20 anni, vincerà uno dei top-team» ha detto alla Bbc. «Questo perché i grandi investimenti fanno grandi le squadre e normalmente i più grandi vincono», mentre il Leicester - costato circa 70 milioni di euro - ha il budget più basso tra le prime 10 in Premier. «Ora però possiamo dire che le big vincono il 99% delle volte».
«Non abbiamo mai parlato di scudetto nello spogliatoio, ho detto ai ragazzi di giocare sempre partita dopo partita. E di farlo da squadra - ha raccontato Ranieri - perché gli altri sono più bravi di noi. Dicevo loro che dovevamo giocare davvero in 11. Tutti pensano che in una squadra di calcio si giochi in 11, ma non è vero perché ogni partita due, tre giocatori te li perdi sempre. E invece io ho avuto la fortuna di avere ogni partita 11 giocatori più la panchina. Abbiamo sempre giocato in 14 e il nostro segreto è stata la continuità. Quella che è mancata alle grandi della Premier».
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