Delusione Kaos Contro l’A&S niente acuto E ora il futuro
FERRARA. Non è riuscito il miracolo a Julio Fernandez e così la stagione del Kaos Futsal, iniziata in maniera stentata e proseguita a singhiozzo, è terminata come forse nessuno si sarebbe aspettato,...
FERRARA. Non è riuscito il miracolo a Julio Fernandez e così la stagione del Kaos Futsal, iniziata in maniera stentata e proseguita a singhiozzo, è terminata come forse nessuno si sarebbe aspettato, proprio quando le cose sembravano poter girare per il verso giusto. E invece è arrivata l'Acqua&Sapone, che mercoledì con una “Gara 2” non certamente spettacolare, ma comunque solida, ordinata e concreta, ha fatto bottino pieno nel primo dei due eventuali scontri di fuoco al Pala Hilton Pharma, chiudendo definitivamente la pratica qualificazione e aggiudicandosi il diritto di sfidare la vincente di Asti-Cogianco in semifinale. Si vede che doveva andare così, non era l'anno del Kaos, ma lasciare la corsa scudetto da vicecampione d'Italia al primo turno non è sicuramente quello che si augurava il patron Marco Calzolari, rammaricato per la mancanza di carattere evidenziata dai suoi giocatori.
«Paghiamo a caro prezzo il pareggio di “Gara 1”, quando invece avremmo meritato di vincere. Purtroppo a Ferrara i nostri avversari hanno messo in campo qualcosa in più di noi, soprattutto a livello mentale. Dopo un buon primo tempo non siamo mai riusciti ad essere realmente pericolosi nella ripresa, nemmeno dopo aver giocato 10' con il portiere di movimento. E se non si riesce a costruire nulla neanche così, allora, c'è proprio poco da dire».
«Resto, comunque, della mia idea - conclude Calzolari -: l'A&S non ci è superiore, ha solamente vinto una partita, ahinoi quella più importante. Mi sento di fare i complimenti a tutti i miei ragazzi, hanno veramente dato tutto. Peccato che sia finita così».
Dello stesso avviso anche il tecnico spagnolo Fernandez: «Abbiamo perso contro la miglior A&S dell'anno, loro non hanno sbagliato praticamente nulla mentre noi non ci siamo mai trovati nelle condizioni di calciare in porta in maniera pulita. La colpa dell'eliminazione è mia, non dei giocatori; loro hanno fatto tutto quello che era umanamente possibile fare, ma la squadra di Bellarte era veramente in grande spolvero, quindi bisogna farle i complimenti». E' andata male, ma è adesso che inizia davvero il ciclo Fernandez: dal mercato alla gestione di un gruppo totalmente in mano sua da inizio stagione.
Costantino Felisatti
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