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calcio giovanile - gli strascichi del post squalifiche

«Farò mea culpa, però...»

Mister Straforini e la difesa dell’Olimpia Quartesana

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FERRARA. È stata una serata particolare, fuor di dubbio. Mercoledì sera, categoria Allievi, il match tra Dribbling e Olimpia Quartesana ha avuto strascichi disciplinari: otto squalificati (quattro calciatori) tutti dell’Olimpia. Sanzioni variabili fra tredici giorni e sei mesi. Più una ammenda di 25 euro perché, recita il comunicato ufficiale del Giudice Sportivo, “per quasi tutta la durata della gara un gruppo di circa 5 persone offendeva pesantemente il direttore di gara”. Ieri l’allenatore dell’Olimpia, Cristian Straforini, ci ha spedito una lettera per spiegare il suo punto di vista. Sulla base del referto arbitrale, il Giudice Sportivo ha squalificato il tecnico fino al 30 novembre. Queste le riflessioni dell’allenatore.

“Scrivo nelle vesti di persona privata (e assicuro che in 30 anni di calcio è la prima volta), in quanto mi permetto di rispondere al referto arbitrale uscito nei miei confronti e nei confronti di altri 7 tesserati della società.

La partita in questione riguarda il torneo Paolo Mazza cat. Allievi Dribbling-Olimpia Quartesana del 4 maggio 2016 ed è stata arbitrata da un signore (ahimè) di cui non conosco il nome in quanto ha deciso di non rilasciare le proprie generalità (ritengo che la trasparenza debba essere totale e reciproca).

Premetto che già dall'appello negli spogliatoi ha assunto un atteggiamento di presunzione e non collaborazione (ma non voglio giudicare tale aspetto perché ognuno ha il proprio carattere).

Non voglio nemmeno parlare della qualità dell'arbitraggio ed elencare tutti i danni che ha combinato, perché ovviamente la mia versione è opinabile. Posso solamente puntualizzare che anche i dirigenti della Dribbling, i quali erano al mio fianco per diversi minuti della partita, nonostante la loro squadra fosse avvantaggiata, senza nessuna loro colpa ovviamente, si chiedevano come fosse possibile arbitrare in un modo sfacciatamente non imparziale.

La cosa che però non accetto assolutamente, è, che dopo aver letto il referto con le relative squalifiche decise dal Giudice sportivo (8 sono le persone squalificate dell’Olimpia Quartesana tra dirigenti, allenatori e giocatori), ho notato che sono state scritte delle vere e proprie falsità.

Premetto che mi tutelerò nelle sedi opportune nei confronti di questa persona, ma vedere infangato il mio nome nel mondo del calcio, solamente perché un arbitro si permette di scrivere falsità (e ho numerosi testimoni) proprio non l'accetto.

Svolgo questo ruolo di educatore-allenatore nel settore giovanile proprio perché credo che stare in un campo da calcio, cercando di far praticare sport ai ragazzi sia costruttivo sotto tanti punti di vista, ma ahimè non vorrei avere il dubbio di dovermi ricredere visto che troppe cose non mi tornano.

Mi chiedo se la giustizia sportiva debba stabilire delle squalifiche prendendo per oro colato tutto ciò che una persona in giacchetta nera si permette di scrivere.

Reputandomi un fortunato, considerato che il signore con il fischietto in bocca non mi ha accusato di violenza fisica (visto che a leggere il suo referto sembro un selvaggio delinquente da sottoporre a non so quale tipo di cura), la mia speranza è che l’Aia (associazione italiana arbitri; ndr) prenda le opportune valutazioni per evitare che, in futuro, dei ragazzi che vogliono solo giocare al calcio si trovino ad avere a che fare con arbitri del genere.

Per concludere prometto che farò tutti i mea culpa del caso, ma a quel signore col fischietto in bocca non stringerò mai più la mano”.

Cristian Straforini

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