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Il Kaos sul mercato per rafforzarsi

Il Kaos sul mercato per rafforzarsi

FERRARA. È il 2016 l'anno 0 del Kaos Futsal, e lo si è capito dopo l'eliminazione di mercoledì dalla corsa scudetto. Finito il sogno, ora si piomba nella realtà. In buona compagnia, per carità,...

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FERRARA. È il 2016 l'anno 0 del Kaos Futsal, e lo si è capito dopo l'eliminazione di mercoledì dalla corsa scudetto. Finito il sogno, ora si piomba nella realtà. In buona compagnia, per carità, visto che i playoff di serie A hanno già visto al primo atto l'eliminazione di entrambe le finaliste della scorsa stagione Kaos, appunto, e Pescara (fatta fuori dalla Luparense), ma gli estensi hanno l'obbligo di guardare esclusivamente in casa propria, con uno sguardo fisso al futuro, che si chiama Julio Fernandez. Il tecnico spagnolo ha provato a rimediare ad una situazione in bilico, e c'è riuscito in parte, portando la squadra al quarto posto al termine della fase regolare, ma contro l'Acqua&Sapone qualcosa si è spezzato; l'ultimo ciclo triennale si è definitivamente interrotto e ora dovrà lasciare spazio ad un altro profondamente rinnovato, come spiega il presidente Angelo Barbi: «Abbiamo parzialmente digerito questa grossa delusione, ma diciamo che la stagione si è conclusa come era iniziata. È stato un anno complicato e sarebbe stato severo aspettarsi molto di più. Però ci credevamo, questo sì. Adesso cosa succederà? Sicuramente ci sarà un notevole rinnovamento, cambieremo molto, anche seguendo le indicazioni del mister, ma soprattutto stando alle disponibilità del patron Calzolari. Investiremo, ma credo che sia prematuro parlare di mercato. Qualcuno andrà via, qualcuno altro rimarrà, come Kakà, Vinicius e Putano, tre dei nostri punti fermi. Fernandez, poi, ha i suoi pupilli, e vedremo se riusciremo ad accontentarlo nelle richieste. In ogni caso bisognerà essere attenti ed oculati, senza prendere solo per il gusto di farlo». Sulla lista di partenza, invece, Pedro Espindola, Titon e Turmena, utilizzati con il contagocce da Fernandez dal suo arrivo a Ferrara.

Costantino Felisatti

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