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Mesola non perdona Batte il San Carlo e lo fa retrocedere

Mesola non perdona Batte il San Carlo e lo fa retrocedere

Promozione. Maestri e Cazzadore condannano Rossi I castellani possono invece festeggiare la salvezza

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SAN CARLO. Il Mesola vince 2-0 con un gol per tempo e condanna il San Carlo alla retrocessione. Le due neopromosse estensi in Promozione alla fine sono costrette, per usare una locuzione latina che calza a pennello, al 'mors tua vita mea'. Chi vince resta in categoria, chi perde va giù. E proprio con questo spirito le due squadre scendono in campo contratte per i primi 15'. Meglio i padroni di casa all'inizio che impostano la partita, nonostante a loro basti il pareggio per non andare giù.

Arbitraggio non impeccabile all'inizio con due calci d'angolo non concessi ai locali e qualche punizione concessa a favore della squadra sbagliata.

Poi le cose si sistemano anche per la terna arbitrale, mentre i sancarlesi sfiorano il vantaggio in due occasioni. Prima con Ginesi che serve in area Caniglia che da pochi metri non trova la porta. Poi per una clamorosa quasi auto-rete in seguito all'azione di calcio d'angolo col difensore mesolano che mette in angolo (non concesso dall'arbitro che invece dà la rimessa dal fondo). Poi, poco prima della mezzora, in contropiede il Mesola conquista punizione al limite dell'area avversaria. Maestri si incarica della battuta e a giro spolvera l'angolo in alto a sinistra del portiere: 0-1.

Doccia fredda per i padroni di casa che, visibilmente, perdono la tramontana. I sancarlesi cercano invano la via del pareggio, ma ogni azione non dà l'impressione di poter essere pericolosa.

Nella ripresa, la musica non cambia, gli ospiti si difendono bene e le occasioni sono sempre più rare. I mesolani restano anche in dieci per l'espulsione per doppia ammonizione di Grego. Mister Leonardo Rossi butta allora Leopardi e Daniele Manfredini nella mischia, ma nemmeno trovano gli spazi per colpire. La miglior occasione a dieci minuti dalla fine ce l'ha Caniglia sui piedi, ma non chiude bene l'angolo e la palla termina fuori. Negli ultimi minuti il Mesola si chiude sempre di più, evita le ripartenze degli avversari, amministra il gioco e cerca, giustamente, di perdere tempo. Colpevolmente, il San Carlo si innervosisce e i suoi giocatori cercano di risolvere l'incontro con azioni personali senza riuscirci. Tra i migliori, il centrale Cestaro che prova ad impostare il gioco da dietro, e Benini che da esterno basso prova a verticalizzare. Ma dalla cintola in sù il San Carlo non punge, viene controllato bene e i suoi attacchi rimandati al mittente.

Insomma, non ce n'è e se ne accorge anche il presidente Vitulli, che fuori dal campo chiede ai suoi maggiore freddezza per raddrizzare la gara. Invece, nei 4' di recupero finale, gli ospiti rubano palla a centrocampo e scattano in contropiede. Cazzadore si invola dalla trequarti, resiste all'assalto di un difensore, ultimo baluardo difensivo dei biancazzurri, e parte a spron battuto verso la porta avversaria. È un treno in corsa, i tifosi in tribuna si alzano in piedi, si avverte l'ora del trionfo all'ombra del castello mesolano. E Cazzadore non sbaglia, mette un diagonale basso e preciso che trafigge il portiere avversario e regala il raddoppio ai suoi: 0-2.

L'arbitro non può che fischiare la fine dell'incontro. È stata dura, ma il Mesola si è salvato.

Corrado Magnoni

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