Tramec, “mister playoff” indica la via
Andreaus: raggiunto l’obiettivo ma possiamo stroncare Piacenza
CENTO. Che fosse uomo da playoff, partite senza un domani, lo si era capito un anno fa quando con la canotta di Lecco “massacrò” Cento a suon di triple. A Piombino - giovedì sera - ha giocato la partita perfetta, cento per cento da tre, solidità ed esperienza a servizio della Tramec; umile e modesto, non si autocelebra al punto da incoronare il suo capitano, Mattia Caroldi, man of the match: «A me non sembra di essere stato così perfetto, ho giocato così altre volte - afferma Davide Andreaus - ho giocato molto bene un parziale, ma non sono stato così continuo. C'è chi ha giocato meglio, Caroldi sta disputando playoff incredibili: lui è stato il migliore in campo. Io non mi reputo giocatore da playoff, lavoro per essere continuo durante tutto il campionato, senza per forza essere decisivo in questa fase. Abbiamo vinto grazie alla nostra difesa e alla nostra organizzazione, lì ci siamo, in attacco si può far meglio. Abbiamo raggiunto la semifinale, era il nostro obiettivo: traguardo raggiunto con merito».
Ieri richiamo atletico per la Tramec, due giorni di meritato riposo, e poi sotto con Piacenza. Inevitabile pensarci già; imbattuta da gennaio, 15 vittorie in fila una rimonta splendida di Forlì: «È la squadra più forte, più di Forlì. Sono in striscia e non perdono da mesi; squadra completa con tanti punti di forza. L’abbiamo appena affrontata, ora però le cose sono diverse, noi un traguardo lo abbiamo raggiunto la pressione sarà tutta per loro: in fondo non abbiamo nulla da perdere». Non vuol dire che in fondo se perdi va bene lo stesso, come puntualizza Aus: «Sono venuto a Cento per vincere, non lo nascondo, la società è ambiziosa e la squadra può giocarsela con tutti, anche con Piacenza. Loro a difesa schierata sono la squadra più forte del campionato ma se imponiamo il nostro gioco con aggressività difensiva e tanto ritmo allora ne riparliamo. Penso a un quintetto con Demartini, Contento e Bedetti a correre per il campo, chi sta loro dietro? I piacentini sono esperti, ma anche meno giovani, e poi uno come Soragna credo abbia già vinto abbastanza in carriera: sarebbe giusto vincesse il campionato Caroldi come premio alla carriera. La zona? Apriremo la scatola».
Simone Gagliardi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google