Cottafava non gioca più Ma rimarrà in società
Il difensore ha annunciato il ritiro, quella di questa sera sarà la sua ultima gara «Dopo la B è una buona uscita di scena. Mi vedo sul campo e non come dirigente»
FERRARA. Marcello Cottafava dà l'addio al calcio giocato. Il centrale difensivo della Spal l'ha annunciato ieri con al suo fianco il direttore sportivo biancazzurro Davide Vagnati.
«Dopo tanti anni di carriera e di battaglie - ha aperto Cottafava - ho preso la difficile decisione di svoltare e smettere di giocare. Quella al “Paolo Mazza” contro il Benevento sarà la mia partita di addio. La voglia di giocare e il fuoco dentro ci sarebbero ancora ma bisogna valutare la situazione nella sua totalità ed è giusto sfruttare anche altre possibilità. Ho giocato a lungo, ho avuto una carriera che mi ha dato tante soddisfazioni, ci sono state cinque promozioni ma ritengo importanti anche tante salvezze ottenute. Quest'anno abbiamo ottenuto un'altra grande vittoria e penso che sia una buona uscita di scena».
Cottafava non ha dubbi sui ricordi più emozionanti: «Quando uno inizia a giocare ha l'ambizione di arrivare in serie A, ricordo ancora bene quando col Treviso affrontammo il Livorno».
E sull'avversario più forte: «Il Milan con Gilardino-Shevchenko-Kakà, scegliete voi uno dei tre, ma molto forte anche Pellissier».
Non c'è stato un momento particolare che ha inciso su questa decisione:
«La voglia di giocare penso non passerà mai. Fino alla partita contro l'Arezzo sono stato concentrato sull'obiettivo, poi ho iniziato a parlare con il direttore Vagnati, ho valutato questa possibilità, l'ho condivisa in primis con la mia famiglia, e mia moglie è sempre stata in ogni momento al mio fianco. Era una decisione difficile ma l'ho presa».
E il futuro?
«Non c'è ancora nessuna decisione, c'è desiderio reciproco con la società di continuare il nostro rapporto professionale, valuteremo in quale veste. C'è l'intenzione di rimanere nella famiglia e io mi vedo di più sul campo che in una veste dirigenziale. Intanto comunque c'è quest'ultima partita, sarà emozionante, spero di avere lasciato un buon ricordo nei tifosi, da parte mia ho sentito tanto affetto, lascio con il sorriso e anche con un po' di nostalgia».
«Ora per noi arriva il difficile - ha evidenziato Vagnati -, dobbiamo cercare uno bravo come lui, nella sua totalità di professionista. Lui ha tutto, testa, atteggiamento e anche - per citare un solo aspetto - grande attenzione per l'alimentazione. Io quando l'ho preso l'anno scorso non ho mai avuto dubbi perchè sapevo che andavo sul sicuro. Ora vedremo in quale ruolo, ma rimarrà sicuramente con noi».
Andrea Tebaldi
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