La Nuova Ferrara

Sport

Tramec, sfida alla regina spinta da trecento tifosi

Tramec, sfida alla regina spinta da trecento tifosi

Basket serie B. Oggi a Piacenza gara-1 di semifinale playoff con la Bakery Coach Giordani ha un rammarico: «Peccato non essere al top della forma»

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. La carica dei 300 a spingere la Tramec in gara uno. Inizia oggi pomeriggio alle 18 a Piacenza la serie terribile di semifinale, quella più temuta, quasi una finale anticipata a detta di molti: di certo, una serie durissima contro la prima della classifica, imbattuta da gennaio, in striscia positiva da 15 partite. E a sostenere la squadra, in partenza alle 15 dal piazzale del Pala Ahrcos, tre pullman carichi di supporter biancorossi carichi come mine, seguiti anche da tanti altri in auto.

Coach Giordani l’ha sempre considerata la più forte del girone, la più esperta e la più completa; anche quando inseguiva Forlì e 6, 8 punti, prima dell’incredibile recupero e rush finale. Una volta recuperato Dordei e ingaggiato Samoggia (un vincente per eccellenza), la Bakery non ha più perso: l’ultimo stop in casa con Valsesia, poi un trionfo dietro l’altro. Nei confronti diretti, una vittoria per parte in stagione, e a Cento la Tramec dominò (ma quella era un’altra Piacenza). Al ritorno, solo poche settimane fa, sfiorò solo l’impresa dominando per 20’, senza però sferrare il colpo del ko e subendo nell’ultimo parziale una zona che oggi verrà certamente riproposta.

Giordani è carico, ma ha un grande rammarico: non essere arrivato alla serie con la squadra al top della forma fisica. È vero che nei playoff tutto si dimentica, i protagonisti stringono i denti perché ci si gioca un campionato, ma è altresì vero che allenarsi a ranghi completi, soprattutto alla vigilia di sfide senza un domani, diventa fondentale: «Non mi piango addosso - attacca il coach romagnolo -, ma non siamo al 100% e mi dispiace molto. Sinceramente non so per quanti minuti potranno giocare Contento, Fontecchio e Benfatto. Del primo già lo sapevamo, Contento ha male ai piedi, Fontecchio ha un problemino all’inguine, ma “Benfa” si è scavigliato giovedì e non si è più allenato. Poi, lo so che la serie è lunga, si gioca al meglio delle cinque partite, partire bene sarebbe importante ma non fondamentale. Verranno via tutti e li valuteremo solo nel pomeriggio».

Pretattica? Forse, ma non ce n’è bisogno tra due squadre che si conoscono a memoria. Un peccato non aver provato le contromosse per fermare lo squadrone che ha dominato la stagione e non perde da quattro mesi, con loro in campo assieme in allenamento. Oggi, in un modo o nell’altro, andranno tutti a referto.

Sulla serie Giordani è chiaro: «Serie durissima, Piacenza non ha grossi punti deboli, noi vinciamo se imponiamo il nostro gioco e rubiamo tutto quello che ci lasciano. Loro sono i favoriti, noi gli outsider. Tatticamente sono molto organizzati, ma, al di là della tattica, ritengo possano essere altri i punti sui quali si giocherà la partita, il ritmo ad esempio. Loro sono bravissimi nel giocare con la difesa schierata, rallentando i ritmi e sfruttando ogni particolare. Per gente come Dordei o Soragna giocare a pallacanestro è come scherzare tra amici. La differenza, oltre all’intensità in difesa, la faranno ritmo, transizione e soprattutto le percentuali al tiro. Prendiamo ad esempio la partita appena persa a Piacenza: tre parziali molto buoni, 10’ in cui non abbiamo mai segnato; se gli arbitri non invertono alcune fischiate e Contento non fa 0/11, allora avremmo vinto la partita. Ci vuole calma, la serie inizia, ma è lunga».

Si parte oggi con gara uno alle 18; l’altra semifinale fra Forlì e Valsesia. Martedì gara due, sempre a Piacenza.

Simone Gagliardi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google