La forza della Spal è nel “post” di Giani
Su Facebook omaggio a Cottafava. Valori da preservare in B
FERRARA. Non va banalizzata, perchè è stata grandiosa. Non è il caso di parlare di gara “di fine stagione”, di partita che non contava. È vero, la Supercoppa può essere più onorifica che altro, non ha particolari impatti, ma vale per l’albo d’oro ed ha comunque visibilità nazionale, con tutte le gare trasmesse in diretta Rai. Quella tra Spal e Benevento, domenica sera, è stata partita vera. Per capirlo basterebbe rammentare alcuni fallacci dei campani (un paio, su Schiavon, sono stati tanto impuniti quanto da codice rosso), o il disgustoso sputo di cui è stato oggetto Lazzari.
Gioco e qualità
Di più: affermandosi avec la manière, i biancazzurri hanno sfatato il mito del gap che esiste - o esisterebbe - tra il proprio raggruppamento di campionato ed il girone C. Che sì, per carità, annoverava roccaforti quali Lecce e Catania, Foggia e Caserta, Castellammare e la stessa Benevento, squadroni da budget considerevoli, stadi infuocati. E se la squadra che gioca il miglior calcio di tutta la Lega Pro, il magnifico Foggia di De Zerbi, è arrivato secondo dietro il Benevento, significa che le Streghe hanno valori indiscutibili. Ma il 4-1 rifilato ai campani dagli uomini di mister Semplici ha dimostrato/ribadito che - per quanto fosse post season - la Spal possiede qualità assolute e non per caso è salita in B stando in testa dall’inizio alla fine e col miglior attacco e con la miglior difesa. Domenica sera al “Mazza” si sono visti momenti di calcio vero, manovra avvolgente, occasioni, gol. E spirito di squadra. Quello che ha permesso di superare lo sconcertante avvio di secondo tempo, quei minuti di sbandamento che avrebbero potuto compromettere tutto e che sono stati ricorrenti anche nel corso del campionato (questo, sì, è un aspetto su cui bisognerà riflettere, perchè in B certi passaggi a vuoto non lascerebbero margine di recupero).
Lo spirito, dicevamo. Ci sono gesti, atteggiamenti, parole che non ingannano. Che spiegano, o aiutano a spiegare, perchè la Spal ha vinto (durante l’anno, e domenica). Un blocco unico, coeso, compatto. Uno per tutti e tutti per uno. È il magnifico Spighi che entra ed imprime nuovo e decisivo slancio alla gara. È l’ascendente Schiavon che entra in tre dei quattro gol, suggellando la serata con una cavalcata ed un fendente che la dicono lunga sul suo non disconosciuto - e non smarrito - potenziale. È Cottafava che si inchina tre volte nei confronti del pubblico che lo osanna nella notte del suo addio al calcio giocato: uno che ha giocato ai vertici e fa l’inchino ad una platea di 3.000 anime (ma era Supercoppa, ed erano sempre più che in certe lande di B), significa che ha l’umiltà e la sensibilità per cogliere il senso profondo di quell’omaggio.
Da capitano a capitano
È Nicolas Giani che all’uscita di Cottafava lo abbraccia, lo bacia, gli mormora qualcosa all’orecchio (ringraziamento, stima, condivisione). E ne riceve la fascia di capitano - che pure Giani ha portato quasi sempre, quando ha giocato, in stagione - in una sorta di passaggio di consegne molto più che simbolico. Poi, su Facebook e condiviso da molti, Giani ha postato questo toccante messaggio riferito a Cottafava:
«Non ho parole... Ho giocato al fianco di un calciatore stupendo, ma per chi non l'ha potuto conoscere di persona, una persona ed un uomo che pochi se ne trovano nella vita!!! Abbiamo coronato insieme il sogno di una città intera, lottando, sudando, e dando tutto quello che avevamo, sempre col sorriso e col massimo della positività... Tu lascerai il calcio da grande,da GRANDISSIMO,ma io ho trovato un amico vero!!! Ti voglio bene condottiero, stasera ho fatto un gol dei tuoi, un gol alla COTTAFAVA, e te lo dedico con tutto il mio cuore... Porteró il tuo carisma con me,per sempre!!!??».
Ecco, questo è lo spirito della Spal di Semplici. Lo spirito da cui ripartire, di cui tener conto nelle scelte che andranno fatte per la B. Il d.s. Vagnati ha detto che avrà compito arduo nell’individuare chi possa sostituire Cottafava. Certo, un elemento di qualità ed esperienza - per quel ruolo - andrà trovato, ma il testimone dello spirito spallino è già stato passato a Giani, che lo ha sempre condiviso. Lui come altri. La squadra avrà bisogno di rinforzi, ma certi valori li possiede, e andranno preservati.
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