«Vis campione d’Italia con la forza del gruppo»
Coach Franchella ringrazia staff e giocatori per un’impresa che entra nella storia
FERRARA. La Vis 2008 è campione d’Italia under 20 Elite: qualcosa d’insperato, un sogno che si è realizzato grazie al grande lavoro della società del patron Filippo Bertelli. Edoardo Franchella è il coach di un gruppo di ragazzi super.
Era ancora emozionato, ieri pomeriggio, il tecnico dei vissini: «Provo emozioni fortissime - dice - e bellissime. Siamo arrivati a un punto impensabile e alzare la coppa dello scudetto devo ammettere che è stata un’emozione davvero forte. Grazie a tutte le fantastiche persone che hanno lavorato con me, a cominciare dal mio vice Fabio Spettoli, continuando con Manuel Ghiringhelli e Moreno Fantini: persone meravigliose che per tutto l’anno hanno creduto in un grande risultato, su cui abbiamo sempre scherzato e che alla fine si è verificato».
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Qual è stata la chiave per arrivare a vincere il tricolore?
«La consapevolezza di non essere lì per caso, che tutto si può ottenere. La grande voglia e la percezione di essere in una situazione che non si verificherà ancora così facilmente e che andava sfruttata, non lasciando niente al caso. Tutto questo ci ha armati e non è un caso che fossimo in albergo in 17, non è un caso che i primi a essere abbracciati siano stati quelli che la finale non l’hanno giocata. C’è stima reciproca e il fatto che assieme stiamo bene».
Lei ha detto: «A 50 anni ho raggiunto un incredibile risultato personale».
«Nel momento in cui sono partito dedicandomi a fare l’istruttore del settore giovanile, abbandonando le prime squadre, poter arrivare a una finale nazionale, vincendola, beh, era impensabile. Abbiamo costruito qualcosa per il futuro. Vedere Kekovic, classe 1999, premiato nel miglior quintetto dell’evento, è un’enorme soddisfazione, anche perché è arrivato cinque mesi fa e assieme a noi è cresciuto moltissimo. C’è anche stata un’intelaiatura di rapporti, con i genitori e il popolo della Vis, altrettanto importante».
In ogni gara è uscito un protagonista differente...
«Se siamo arrivati lì, è proprio per questo, sono tanti i protagonisti, una squadra che ha dimostrato di avere grandissime dosi di testosterone e di avere la capacità di essere un gruppo. Abbiamo dimostrato che se giochiamo assieme, beh, possiamo fare male: metafora che ci ha accompagnati due anni e che accompagnerà anche la compagine under 18 d’Eccellenza, che potrebbe centrare l’accesso alla finale nazionale. Le motivazioni sono quelle giuste e i ragazzi hanno messo un carico da novanta mica da ridere».
Ecco, i suoi ragazzi: cominciamo con Matteo Ghirelli.
«Fa parlare i fatti. In quattro mesi ha dimostrato di avere personalità, uscendo nel momento giusto, capendo di doversi mettere a disposizione della squadra».
Lazar Kekovic?
«È il futuro. Ha grande talento e impressionanti mezzi atletici. Lavorando su di lui, potrà diventare un giocatore molto importante».
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Nicola Mastrangelo?
«Stava per smettere di giocare, con lui ho un importante rapporto: ragazzo di grande personalità, parla con i fatti, ha la mentalità del leader e del vincente, oltre che una buona dose di talento. Farà molta strada».
Edoardo Verrigni?
«È la sostanza e l’anima del gruppo, il capo tecnico. Non si tira mai indietro, è stato uno dei miei scudieri più importanti in questi anni. Ha giocato in condizioni fisiche non facili: grande cuore e personalità».
Michele Ebeling?
«È un buon talento. Ha bisogno di essere trattato da ragazzino, evitando di caricargli troppe responsabilità, così forse giocherà divertendosi, se gli verrà permesso di non bruciare le tappe».
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Gli altri grandi protagonisti del trionfo?
«Cervellati è un killer difensivo, bravo ad annullare tutti, grande cuore. Brilli ha dimostrato di avere due attributi grandi così. Chemello fa parte del nostro futuro. Gamberini è risultato fondamentale contro Erba, per questa squadra è un pilastro di sostanza. Cavicchioli è il capitano e l’essenza della squadra: anche quando non è sceso in campo, era il primo a incitare i compagni; è un grande, il leader dello spogliatoio, altro scudiero. Ferrara, sballottato fra la prima squadra della Bondi e noi, ha dato il suo contributo, a livello umano soprattutto, integrandosi bene con tutti. Gnani è stato sfortunato, si è infortunato, anche lui è disponibile e fondamentale. Bianchi fa parte del futuro: fisico bionico, intelligente, altro giocatore su cui puntare alle finali con l’under 18, per chiudere il capolavoro».
Lorenzo Montanari
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