Bizzarri, dichiarazione d’amore alla Spal
È uscito il libro dell’ex bomber, in copertina è con la maglia biancazzurra: «Atto dovuto a una città che mi ha voluto bene»
FERRARA. La voce è quella di sempre, un po’arrocchita dalle sigarette. Il tono può apparire un pizzico arrogantello, esattamente come all’epoca in cui vestiva la maglia della Spal. Ma guai fermarsi alle apparenze: dietro la patina c’è una persona autentica, franca, diretta. Che può scorticare, ma che antepone la verità a tutto.
Mino Bizzarri non è cambiato. Sono trascorsi ventun’anni da quando ha lasciato la Spal, ma è rimasto fedele a se stesso. E proclama alto e forte l’amore per Ferrara ed i colori biancazzurri. Non lo fa da oggi, non lo fa per interesse. Più volte è tornato in città, allo stadio, in curva al “Mazza” con l’amico fraterno - ed ex compagno spallino - Patrizio Paolone. E quando ha deciso di dire sì a chi gli proponeva di scrivere un libro sulla sua carriera, ha fatto mettere in copertina una foto che lo ritrae con la maglia della Beneamata. Lui che ha giocato in A con il Brescia, che ha terrorizzato tante difese di serie B segnando con il Cesena, con lo stesso Brescia, con il Ravenna, che ha conosciuto piazze come Reggio Calabria, ha voluto che sul suo libro campeggiasse la gloriosa maglia a righe verticali bianche e azzurre.
Mino, perchè in copertina con la casacca della Spal?
«E quale se no? Non poteva essere un’altra...».
Ok, ma è gradita una spiegazione.
«Il libro è uscito nei giorni scorsi, però è nato tre anni fa, qui a Roseto, la mia città. Mi ha contattato Fabio Di Giulio, proponendomi questo lavoro. Ci siamo incontrati, ho accettato, ho iniziato a raccontargli tutto. Poi la casa editrice mi ha chiesto di mandare delle foto, per scegliere quella per la copertina. Alla fine della cernita ne erano rimaste una con la maglia del Brescia, un paio con Modena e Reggiana. E, appunto, una delle tante con la Spal. E ho scelto quella, perchè per me Ferrara è stata e rimarrà sempre qualcosa di straordinario. Mi resta il rimpianto di non aver portato la Spal in serie B, ma per il rapporto - fantastico - che ho avuto con la città, con la gente, ritengo che quella foto fosse un atto dovuto nei confronti di una realtà che mi ha voluto bene. Ferrara e la Spal meritavano, meritano, di avere la maglia in copertina».
Il 19 giugno 1994 la Spal di Bizzarri giocò a Verona la finale play off col Como che valeva la promozione in serie B. Un ritorno in cadetteria che è arrivato nelle scorse settimane, a 23 anni di distanza dall’ultima partecipazione alla B. Ed a 22 anni da quello spareggio...
«Quella partita con il Como mi è rimasta “qui”... Ma con gli scandali che sono usciti dopo, si capisce perchè andò a quel modo (2-1 per il Como, gol regolare annullato a Zamuner sullo 0-0; ndr), con certi episodi. E mi fermo, altrimenti sono guai. Resta un grande rammarico, era già tutto deciso. Ma l’attuale promozione la sento come se fosse mia. Sì, è come se avessi vinto pure io».
Sono parole d’amore.
«D’amore, certo. Mica sono invidioso. Sono felicissimo e ho gioito per i tifosi della Spal, per quei ragazzi che all’epoca avevano la mia età ed hanno sofferto per tanti anni prima di vedere la squadra tornare in serie B. Hanno meritato questa gioia enorme».
Molti tifosi, i più giovani, si sono innamorati del calcio e della Spal vedendo giocare e segnare Mino Bizzarri. Ricordarlo non guasta.
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