Codifiume, beffa e squalifiche Ma chiederà il ripescaggio
SANTA MARIA CODIFIUME. A guardare il bollettino degli squalificati del Codifiume a causa della partita di Faenza, sembra quasi che il direttore di gara fosse il classico sceriffo Wyatt Earp che...
SANTA MARIA CODIFIUME. A guardare il bollettino degli squalificati del Codifiume a causa della partita di Faenza, sembra quasi che il direttore di gara fosse il classico sceriffo Wyatt Earp che attende i turbolenti e facinorosi Cow Boys all’ingresso in città. A differenza del playoff all’ok Corrall, però, le sue vittime sono state solo colpite da cartellini rossi. Possiamo disquisire a lungo sulle quattro espulsioni, se fossero giustificate (in molti casi ci permettiamo di dissentire) o no. Peccato, comunque, che i rossoblù abbiano subito l'espulsione praticamente di tutti gli uomini esperti schierati in campo. Intendiamoci: non è stata una battaglia (in altre gare dei playoff, domenica scorsa, è finita a pugni, a Faenza assolutamente no) e il complesso della squadra, paradossalmente, visti gli effetti, ha dimostrato maturità.
«Se ci lasciavano giocare - ha commentato a caldo il ds Mongardi - magari la perdevamo, perché loro sono probabilmente più forti di noi. Ma ce la saremmo giocata fino alla fine. È questo che spiace».
In effetti, nell’ultima gara della stagione, i rossoblù si stavano dimostrando meno efficaci che nel playoff contro il San Patrizio, ma rimanevano, al completo, una squadra di tutto rispetto che giocava contro un’avversaria solida e ben orchestrata. Ovvio che giocare più di un’ora con un uomo in meno, poi in nove e infine in sette per 25 minuti, diventa difficile. Vincendo sarebbe probabilmente arrivata la promozione automatica. Alla prima del prossimo campionato, se tutti i giocatori resteranno a Codifiume, Rambaldi dovrà rinunciare a sette titolari, poi a tre per altre due. Il Codifiume ha già annunciato che presenterà comunque la richiesta di ripescaggio, ma è difficile pensare ci siano molte possibilità che venga esaudita. Un finale a denti stretti, ma la squadra e la società hanno dimostrato di esserci e di valere.(ale.bas.)
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