Vis, era un sogno Adesso è realtà
«Ancora è strano sentirsi lo scudetto sulla maglia»
FERRARA. «Ancora non crediamo di essere campioni d’Italia U20 Elite». Ecco il pensiero unanime dello staff tecnico e dei ragazzi della Vis 2008, targata Caricento e Vitaldent, che ieri pomeriggio sono venuti a trovarci in redazione. Emozioni uniche, quelle raccontate dall’assistant coach biancoblù Fabio Spettoli e dai propri giocatori. «Abbiamo vissuto già l’Interzona come un grande successo - racconta Spettoli -: è stato bello qualificarci alla finale nazionale con una giornata d’anticipo. Siamo arrivati a Creazzo e Vicenza non avendo piani chiari, conoscendo il valore di alcune compagini, ma non avevamo una percezione precisa di quale potesse essere il nostro livello nei confronti degli avversari».
Come avete vissuto quella settimana?
«Alla giornata. Battendo Pescara abbiamo tirato un sospiro di sollievo, perché c’era la paura di chiudere a zero successi. Da lì è stato un crescere, abbiamo disputato le gare migliori contro Jesi, Erba e Reggio Emilia, con la finale che è stata una ciliegina sulla torta anche perché abbiamo messo in campo un’intensità non preventivabile. Abbiamo giocato il match migliore dell’anno nel momento più importante della nostra stagione: concentrati e costanti per 40’. Fin dall’Interzona, la nostra forza è stata il gruppo, come del resto il fatto che in ogni gara è uscito un protagonista differente. C’è così la soddisfazione di essere arrivati a un risultato dove ognuno ha portato un mattoncino: è stato ancora più bello».
Le sue emozioni?
«A distanza di giorni, ancora difficilmente descrivibili. Ancora non ho la percezione di cosa significa essere campione d’Italia: traguardo più alto della mia carriera. Le emozioni nell’arco di quei giorni sono state molto intense, anche perché potevamo benissimo perdere contro tutti».
La gara più difficile?
«Quella contro Pordenone; arrivavamo dopo il giorno di pausa e credevo che fosse molto più facile. Invece eravamo a “-5” a 3’ dalla fine e se con Kekovic non avessimo pescato un rimbalzo fondamentale in attacco, beh, probabilmente saremmo usciti ai quarti».
Adesso, alla conquista delle finali con l’U18 d’Eccellenza...
«Giovedì prossimo spareggiamo contro Trieste: altra bella avventura, arrivarci sarebbe un sogno ulteriore».
I protagonisti
Davvero emozionati i ragazzi, a cominciare da capitan Giacomo Cavicchioli. «Il nostro percorso è cominciato 5-6 anni fa e la finale ne è stata la ciliegina sulla torta. Nessuno se l’aspettava, non eravamo i più talentuosi, ma citando Michael Jordan “il talento fa vincere una partita, il lavoro di squadra fa vincere un campionato”. Abbiamo vinto con il cuore e il lavoro di squadra». Matteo Ghirelli è comunque stato inserito nel miglior quintetto dell’evento finale. «E’ dall’anno passato che pensavo agli spareggi e all’Interzona -dice -; con la Scuola Basket sono uscito agli spareggi, alla Vis mi sono sempre trovato bene. Arrivato in finale, volevo solamente essere a disposizione dei miei compagni, giocando bene le mie ultime gare del settore giovanile. L’Mvp è solo una cosa in più: è il titolo tricolore la cosa che mi ha fatto più piacere conquistare. La chiave è stata il fatto che avevamo molti terminali pericolosi. Quando hai una squadra così, è impossibile non vincere».
Il leader
Chiusura con Edoardo Verrigni, fra i leader della compagine vissina. «Assieme a pochi altri miei compagni faccio parte dello zoccolo duro del gruppo, formato per metà da ragazzi più giovani. Verso metà anno c’è stato uno scalino, abbiamo fatto un piccolo salto di qualità. Abbiamo cominciato a realizzare che ce la potevamo fare. All’Interzona abbiamo capito di avere dei mezzi importanti. Alla finale nazionale abbiamo invece vissuto alla giornata, temevamo Reggio Emilia. Quella è stata una gara vissuta quarto per quarto, siamo stati bravi a restare lì con la testa per 40’. È andata bene. Però fa strano essere campioni d’Italia».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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