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«Questa Tramec non ha più limiti E ora la finale»

«Questa Tramec non ha più limiti E ora la finale»

Basket serie B. Il presidente Canelli a ruota libera E ammette: ero agitatissimo, ma poi che felicità

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CENTO. Tramec in finale playoff 11 anni dopo. Eliminata con un secco 3-1 la corazzata Piacenza, al termine di una vera battaglia, vissuta da una città intera e combattuta con il coltello tra i denti. La tecnica lascia il posto all’agonismo, alla grinta: Cento alla fine ne ha avuti di più. L’eco dell’impresa non si è spenta, anzi: all’ombra del Guercino non si parla d’altro, come ai bei tempi, perché Cento di finali nella sua storia ne ha giocate tante.

Di quello che è stato e di quello che verrà, perché adesso ci sarà davvero una finale, ne parla il presidente della Benedetto: «Essere arrivati fin qui è una gioia indescrivibile - afferma raggiante Silvio Canelli - e sono ancora in estasi. Abbiamo raggiunto, anzi, superato il nostro obiettivo stagionale e tornati dove ci compete: lottare per arrivare in serie A. Ha dimostrato di volerlo la squadra, affrontando questa serie con la giusta cattiveria, il giusto agonismo; ha dimostrato di volerlo un’intera città. Lo merita il popolo biancorosso, che continua a trascinare la squadra verso un traguardo che per ora resta un sogno, domani chissà».

Ha vissuto la partita con grande tensione, rigorosamente in giacca e cravatta, con la sciarpa biancorossa al collo. Canelli racconta il pomeriggio e svela un retroscena: «Non riuscivo a stare fermo in un posto, camminavo da una parte all’altra del campo, ero agitatissimo. Quando ci siamo trovati sotto di 10/12 punti ho avuto paura di perderla, perché Piacenza è una squadra super con due o tre leoni come Gasparin o Sanguinetti che non mollano mai. Su Dordei preferisco non esprimermi. Quando abbiamo recuperato tutto il passivo e ci siamo portati in vantaggio, nell’esultanza sono anche caduto sopra un materassino posizionato ai bordi del campo! Poi la tensione del supplementare, che avremmo potuto anche evitare. La vittoria è stata una soddisfazione unica; il nostro allenatore può anche dire che non si è giocato bene, ma domenica contava solo vincere. Siamo in finale. Dopo la partita abbiamo visto una Rocca biancorossa come segno di ringraziamento e partecipazione di una città innamorata della Benedetto».

Ora ci sarà una finale, un’altra serie al meglio delle cinque partite, un’altra sfida da vivere con la stessa passione, a prescindere da chi sarà l’avversario. O Forlì, che gode dei favori del pronostico giocando in casa lo spareggio di domani, o Valsesia, vera rivelazione del campionato, ma che forse la grande occasione se l’è già giocata: «È evidente che giocheremo per vincere contro chiunque. Abbiamo eliminato la squadra più forte del campionato, rispettiamo tutti, ma non temiamo nessuno. Chi preferirei incontrare? Contro Valsesia abbiamo perso già due volte quest’anno, sarebbe bello avere una rivincita. Forlì è una squadra costruita per vincere, una società ricchissima, come confermano gli investimenti fatti. Staremo a vedere, volevamo questo traguardo e l’abbiamo raggiunto. Io il primo presidente della Benedetto in serie A? Non corriamo, restiamo cauti. Sarebbe un orgoglio, ma più per la città e per questa tifoseria, che brulica di passione per la Benedetto, che per il sottoscritto. Ora aspettiamo e da domenica sotto con la finale».

Radio mercato intanto dà la Benedetto e Marco Contento a un passo dal rinnovo del contratto anche per la prossima stagione.

Simone Gagliardi

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