Capitan Caroldi sogna con la Tramec
CENTO. Il capitano vuol lasciare il segno; la ciliegina sulla torta della sua carriera. Lui in serie A ci ha giocato; non l’ha mai conquistata sul campo e mai c’è andato così vicino come quest’anno....
CENTO. Il capitano vuol lasciare il segno; la ciliegina sulla torta della sua carriera. Lui in serie A ci ha giocato; non l’ha mai conquistata sul campo e mai c’è andato così vicino come quest’anno. La finale è lì, dietro l’angolo. Partira' domenica e la Tramec l’ha già raggiunta: aspetta solo il nome dell’avversario.
Mattia Caroldi racconta le prime settimane di questo playoff: «Piombino è stato l’avversario ideale per iniziare quest’avventura - sostiene a il play mestrino, residente a Crevalcore - e il fatto di aver vinto 2-0 contro un’ottima squadra ci ha dato una gran carica, ci ha temprato per una serie difficilissima, come quella con Piacenza, che abbiamo vinto meritatamente, dando dei segnali importanti. Con la Bakery, in gara uno, dopo essere stati avanti, abbiamo subito quel parzialone che ci ha un po’ stordito, qualcuno ci ha anche accusato di essere senza attributi: la risposta l’ha data il campo, ogni volta che Piacenza provava ad allungare siamo sempre rientrati, abbiamo eliminato una squadra fortissima, 16 partite di fila non si vincono per caso. Ci andrei piano a dire che le ultime due prestazioni sono state orrende, per due parziali in gara tre siamo andati benone. Purtroppo, subire dei parziali è una costante che ci perseguita. Gara quattro? Partita strana, vinta con grinta e cuore. Il clima adesso è davvero elettrizzante, l’ambiente sta rispondendo alla grande, siamo gasati. Nessuno vuole fermarsi».
Questi sono i play off. Spesso la tecnica passa in secondo piano, vince chi ci mette più agonismo e più cuore. E la Tramec di cuore ne ha da vendere. E ora? «Ora siamo in finale, aspettiamo di conoscere il nome dell’avversario. Con Forlì sarebbe una sfida dall’alto impatto, tantissima gente, palasport grande, grande tradizione. Valsesia così in alto non me l’aspettavo, se è arrivata qui vuol dire che ha valori importanti. Una vale l’altra, se sarà Forlì peccato solo per il fattore campo».
Caroldi è ormai nella fase in discesa della sua carriera e ricorda: «Il giorno della mia presentazione la scorsa estate dissi che mi sarebbe piaciuto lasciare il segno in questa società, la stessa che mi ha lanciato con due belle stagioni all’inizio della mia carriera. Abito a 10 chilometri da Cento, questa maglia la sento mia e ribadisco il concetto: vorrei lasciare il segno in questa società. Essere arrivato fin qui è già tanto, un passo in più sarebbe un sogno».
La ciliegina sulla torta della carriera.
Simone Gagliardi
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