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La Tramec va a Forlì con un piano preciso

La Tramec va a Forlì con un piano preciso

Stasera gara-1 di finale playoff e Cento punta sulla difesa: Vico e Ferri da limitare

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CENTO. Ora si comincia davvero. Con poco più di 24 ore di ritardo sulla tabella di marcia e tutte le polemiche seguite al rinvio a catena della serie. La Benedetto ha alzato la voce, non ha mandato giù quanto accaduto, un fatto che ha ulteriormente alimentato la tensione alla vigilia di una finale comunque incerta, destinata a diventare, per una ragione o per l’altra, infuocata.

Coach Giordani liquida in due parole l’animato pre-derby e parla di basket, perché adesso conta solo giocare: «Non è stata una bella cosa, ci eravamo guadagnati sul campo più riposo rispetto all’avversario durante la settimana e invece abbiamo stravolto i nostri programmi. Non è stata una bella cosa, tutto qui».

La chiude lì, “Lupo”, prima d’inquadrare la serie: «Mi aspetto una serie dal clima rovente - afferma il coach romagnolo, che vuole fare lo scherzetto a Forlì -, il clima sarà teso e caldo. Forlì ha una gran voglia di serie A, ha costruito una squadra super per vincere subito, vuole salire di categoria. Anche a Cento si respira un certo clima, anche Cento vuole la serie A. Sarà una grande finale».

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Quella più giusta, attesa già la scorsa estate, con qualche dubbio emerso nel corso di un campionato in cui Forlì ha primeggiato fino a poche giornate della fine, nonostante le tante sconfitte soprattutto al Palafiera, e in cui Cento è andata un po’ a zig zag, meritando il quarto posto finale e toccando il suo apice con l’eliminazione di Piacenza in semifinale: «Forlì sulla carta ha pochi punti deboli, è una macchina costruita per vincere e per buona parte della stagione i risultati lo hanno confermato. Poi - continua Giordani - ha accusato infortuni, tra cui quello di Vico, che reputo il miglior terminale anche se non in perfette condizioni. Ero presente a gara-5 contro Valsesia, è andata un po’ a corrente alternata, ma se non riesci a fermare i loro terminali si fa dura. Vico, ma non solo: penso a Ferri, uno che di partite del genere ne ha giocate, Rotondo (il duello con Benfatto può essere l’ago della bilancia di tutta la serie) e Rombaldoni, gente che ha già vinto; o Pignatti, che reputo l’anima pulsante di questo gruppo».

Un roster da 10 uomini tutti in grado di fare la differenza. Anche le seconde linee, gente che sarebbe titolare ovunque.Quale può essere la mossa tattica per limitare un “Formula 1”, che però non pare imbattibile, avendone perse parecchie in casa? “Lupo”, ovviamente, non svela la mossa (raddoppi su Ferri come con Venucci? Non far ricevere Rotondo? Bedetti su Vico?), resta vago ma chiaro: «Noi vinciamo solo difendendo forte e mettendo i bastoni tra le ruote di un ingranaggio che funziona; dobbiamo essere noi a farlo funzionare di meno lavorando in difesa. Ci conosciamo benissimo, uno può inventare la tattica che vuole, ma in partite del genere la vera differenza la fanno la qualità dei giocatori o l’intensità. Chi può essere il match winner? Per Forlì penso agli esterni, Vico e Ferri: se si accendono non si fermano più. Da noi penso alla squadra, alla difesa determinante in tutta la serie. Per l’attacco mi aspetto protagonisti diversi, non sempre lo stesso».

Che il coach abbia fiducia, si capisce quando gli si chiede la probabilità vittoria finale: «Dico 51% a 49% per Forlì, solo perché possono giocare un eventuale spareggio in casa».

Una percentuale molto alta anche per la Tramec, insomma. A conferma della grande fiducia che regna. Palla a due alle 21. Inizia la finale, stavolta per davvero.

Simone Gagliardi

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