Prima la tempesta poi l’Ostellatese Ma servono i rigori
TRESIGALLO. L'Ostellatese è la seconda finalista del 28º Memorial Mario Tavolini, al termine di una maratona calcistica con la Massese. Sono serviti i calci di rigore per permettere ai canarini di...
TRESIGALLO. L'Ostellatese è la seconda finalista del 28º Memorial Mario Tavolini, al termine di una maratona calcistica con la Massese. Sono serviti i calci di rigore per permettere ai canarini di arrivare all'atto finale per il secondo anno di fila.
Non sono bastati 90 minuti, anzi, nemmeno i calci di rigore hanno chiarito sino in fondo quale meritasse la finale. Una bagarre vera e propria per la semifinale giocata a Tresigallo. E soprattutto con la Massese che si presentava all'appuntamento da Cenerentola della manifestazione.
Non un campionato esaltante per i viola che a metà anno avevano pure cambiato allenatore. Al Tavolini, poi, nei quarti conclusi la settimana scorsa, la Massese era stata eliminata e poi ripescata dal giudice sportivo. Una corsa ad ostacoli che poteva anche condurre i viola ad una finale tanto inattesa quanto meritata.
Perché ieri la compagine di Massa Fiscaglia si presentava i campo ai minimi termini con ben tre giocatori della categoria Allievi. Si sta parlando delle giovani promesse Trombini, Bulgarelli e Gradara autori di una partita eccezionale. Una partita giocata in bene in difesa e con l'Ostellatese votata all'attacco. I canarini non sono riusciti a trovare il gol del successo e hanno pure colpito una traversa. Zero a zero al termine dei regolamentari: calci di rigore. Le gambe tremano, quattro rigori sbagliati dalla Massese e solo due dall'Ostellatese. Tanto basta per festeggiare e riportare i fratelli Balestra in finale a cercare la rivincita della passata stagione. Per la cronaca, dopo i primi penalty battuti, in paese ha grandinato e le esecuzioni sono state fermate per un quarto d'ora dalla terna arbitrale.
Poi, la tempesta è passata e in mezzo all'acquitrino si è continuato a calciare dagli 11 metri. E pensare che per poco la Massese non faceva il colpaccio. Merita senza dubbio l’onore delle armi. (c.m.)
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