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I giocatori centesi pronti a rialzare la testa

I giocatori centesi pronti a rialzare la testa

CENTO. “Gara uno” è andata male, per non dire malissimo. E non è tanto per il ventello subìto lunedì sera dalla Tramec a Forlì, visto che nei playoff perdere di uno o di trenta è la stessa cosa;...

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CENTO. “Gara uno” è andata male, per non dire malissimo. E non è tanto per il ventello subìto lunedì sera dalla Tramec a Forlì, visto che nei playoff perdere di uno o di trenta è la stessa cosa; malissimo per l'approccio molle ad una serie finale in cui ogni partita è da affrontare come uno spareggio senza domani. Con questo volto ne è venuta fuori una partita senza storia dall'inizio alla fine, con una squafra che ha dominato in lungo e in largo; ed un'altra poco diversa da quella vista nella seconda metà di “gara uno” a Piacenza.

Una serie che però deve aver insegnato che nei playoff reagire non è impossibile, neppure contro un avversario di spessore (forse superiore) come Forlì ora gasatissimo. La serie è lunga. Serve una svolta, già stasera: «Praticamente non ci siamo presentati, non eravamo noi - esclama Fontecchio -; ci abbiamo messo poca energia, la differenza l'ha fatta l'intensità: le palle vaganti erano tutte loro, i rimbalzi erano loro, tutto il resto di conseguenza. In attacco quasi non riuscivamo a passarci la palla, in difesa abbiamo costantemente subìto. E' stata una figuraccia, per fortuna di torna subito a giocare».

«Non siamo ancora spacciati e lo dimostreremo - dice con fermezza Marco Contento -; quella di lunedì è stata una partita iniziata male e finita peggio, ci abbiamo messo poca intensità e fatto scelte sbagliate: ne è venuto fuori un massacro. Vale un punto, ora sono in vantaggio loro ma la serie è lunga. Piacenza insegna: tutti ci davano per finiti già alla fine della prima partita, invece ne abbiamo vinte tre di fila. Abbiamo la forza per reagire, ci vuole il giusto approccio alla partita e ne abbiamo la forza. Dimostreremo ancora una volta che questa squadra non muore mai».

Per centrare l'impresa occorre un'altra Tramec, più aggressiva e meno molle: «Non siamo praticante scesi in campo, forse abbiamo subìto la pressione dell’evento - sostiene Demartini -; sta di fatto che ci hanno dominato dal primo all'ultimo minuto. Ora ci vuole un altro atteggiamento, prevedo anche qualcosa di tattico che limiti la potenza dei loro giocatori, in primis però serve l'atteggiamento giusto». La tifoseria non lascerà sola la Tramec, si conta di vendere quasi tutti i 400 biglietti messi a disposizione.

Simone Gagliardi

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