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Arriva Forlì La Tramec deve restare in gioco

Arriva Forlì La Tramec deve restare in gioco

Basket serie B. Stasera terza gara della finale Sotto 2-0 i centesi non possono sbagliare

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CENTO. Spalle al muro: oggi o mai più, per allungare la serie e sognare ancora. Si gioca al PalAhrcos, ore 21, la terza sfida di finale, la prima di Cento. Le prime due trasferte a Forlì non sono andate: la prima forse neppure giocata, la seconda condotta per trenta minuti prima di scivolare nell'ultimo maledetto periodo. Da oggi la Tramec ha un solo risultato a disposizione: la vittoria. Nessuno a Cento vuol vedere festeggiare i rivali al PalAhrcos che anche stasera sarà colorato e gremito, esaurito in ogni ordine di posti. Il clima sarà torrido: serve un’impresa perché in 80’ Forlì ha dimostrato tutta la sua forza che non passa solo da Ferri e Vico, ma coinvolge tutti; da Rotondo ad un inedito Pederzini fin qui mvp della serie.

Coach Giordani inquadra la serie e punta il dito su dove si aspetta il salto di qualità: «Non abbiamo più possibilità, se vogliamo andare avanti dobbiamo vincere e basta - afferma il tecnico -; a me piacerebbe tantissimo tornare a Forlì a giocare lo spareggio, per farlo però dobbiamo vincere queste due partite. Giochiamo in casa nostra, nella nostra bomboniera che immagino sarà caldissima. Ci vuole la faccia giusta, non quella impaurita, e soprattutto tanto agonismo».

Giordani torna su “gara due”, per capire cosa è davvero accaduto in quei terribili 10’: «Siamo calati in maniera esponenziale, crollati. Problema mentale, non fisico; è vero: una fischiata storta, due fischiate storte... Un errore... Ma non è pensabile crollare in questa maniera. Abbiamo smesso completamente di difendere e se ad una squadra che qualitativamente ti è superiore dai la possibilità di giocare a suo piacimento, allora è fatta».

«Abbiamo tirato male, tiri puliti che bisogna segnare; ci siamo sciolti, se molliamo con la testa è fatta: siamo completamente usciti dalla partita a livello nervoso. Il metro arbitrale ci ha danneggiato ma noi dovevamo rimanere in partita».

«Oggi si vince difendendo dall'inizio alla fine - annuncia Giordani -, senza pause; senza farsi prendere dal panico ai primi errori. Chiedo intensità, energia. Non dobbiamo lasciar fare cose facili, devono sudarsi ogni tiro: è l'unico modo per mettere in difficoltà una squadra di qualità come Forlì. Dobbiamo restare assieme, uniti anche quando si presenteranno le difficoltà. Li aggrediremo come già fatto per metà partita in “gara due”». Okay la difesa, fondamentale per annebbiare le idee all'avversario; ma alla fine vince chi segna di più; e anche l'attacco grida vendetta; malissimo in “gara 1”, malino nel replay con percentuali basse e spesso scelte sbagliate. Molto dell’attacco passa per le mani di Marco Contento, così così finora nella serie. Anche Giordani lo chiama a raccolta e gli riconsegna le chiavi della macchina biancorossa per continuare a sognare: «E' il nostro primo terminale -continua l’allenatore - è il giocatore che più di tutti sa costruire per sé e per gli altri. Quest'anno in casa ha sempre fatto meglio; a Forlì si è innervosito: ha tirato male, non mi è piaciuto». Giordani vorrebbe davvero tornare a Forlì e giocarsela fino alle fine, ma non dimentica: «Abbiamo fatto tanto, forse più del dovuto raggiungendo la finale; è ovvio che siamo qua e vogliamo giocarcela». I tifosi biancorossi non vogliono vedere Forlì festeggiare a Cento; la caccia all’ultimo biglietto è aperta fino ad oggi pomeriggio. Di ieri, invece, l'ordinanza del Prefetto di Ferrara per il divieto di vendita di altri biglietti ai forlivesi (provvedimento identico a quello dell'andata a parti invertite). I forlivesi saranno 150, nella bolgia di un PalAhrcos che vuole e tutti i costi anche “gara 4”. Ingente il servizio d'ordine.

Simone Gagliardi

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