«Dai campetti all’Olimpico che fantastica avventura»
Il guardalinee Marco Barbirati racconta le emozioni che vive in serie A Il 20 maggio ha fatto parte della delegazione ricevuta dal Pontefice
FERRARA. «Non avrei mai immaginato che la passione per il calcio mi potesse portare un giorno a vivere un'emozione tanto grande come quella di essere chiamato lo scorso maggio come “assistente di riserva“ per la finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma, tra le due grandi squadre della Juventus ed il Milan e il giorno prima di stringere la mano a Papa Francesco insieme agli alti dirigenti delle due squadre come Barbara Berlusconi, Agnelli, tutti i giocatori ed il personale».
Marco Barbirati, il primo arbitro ferrarese che partecipa all'epilogo della importante competizione, quando lo ricorda è ancora emozionato.
«E pensare - dice - che avevo iniziato nel lontano 1992, quando avevo solo 18 anni, ad arbitrare piccole squadre locali per contribuire alle spese che la mia famiglia sosteneva per i miei studi all'Isef. Ed invece partita dopo partita sono arrivato in Serie A e sempre con molta serenità ed entusiasmo . Devo infatti essere profondamente grato a mia moglie Erika che mi ha consentito di seguire questa attività senza farmi mai pesare le assenze da casa e ringraziare i miei figli Nicolò e Giorgia a cui ho sottratto tanti momenti che andavano invece condivisi con i genitori, perché non me lo hanno mai rinfacciato ed anzi oggi sono orgogliosi di vedere papà in televisione. Per tutto questo - dice ancora Barbirati - la prima cosa che faccio quando entro in campo è baciare la fede che ho al dito, perché per me sono loro la cosa più importante della mia vita».
Una stagione esaltante quella che ha vissuto Marco Barbicati, aperta a fine luglio con i preliminari di Champions League , proseguita con 20 gare di serie A come assistente (tra cui Lazio-Juve, Napoli-Roma, Milan-Lazio, Lazio-Inter) e dalle 12 gare come IV ufficiale tra cui Inter-Roma, Milan-Roma e Napoli-Inter. Soddisfazioni le aveva avute anche prima: nel 1998-99 viene promosso arbitro alla Can/D e nel 2001-2 giunge alla Can/C dopo essere stato insignito del Premio Nazionale "Antonio Sbardella" come miglior arbitro di serie D. Dal 2002 al 2007 opera come arbitro della Can/C dove ha diretto 102 gare (61 in C1 e 41 in C2) e dall'agosto 2007 dopo essere risultato il migliore del corso di qualificazione, approda alla Can come assistente. Fa il suo esordio in serie B in Bari-Vicenza ed al termine del 2007 debutta in serie A in Atalanta -Genoa; nel luglio 2010 a seguito della scissione della Can A e B viene inserito nell'organico degli Assistenti Arbitrali della Can/A. Ad oggi vanta 50 gare di serie B, 125 di serie A e 8 internazionali. Qualche ricordo negativo del percorso fino ad oggi compiuto e qualche momento esaltante che non dimenticherà mai ?
«Guardando indietro, non trovo nella mia carriera sportiva un momento brutto; forse qualche delusione l'ho provata - prosegue Barbirati - specialmente dopo aver riconosciuto di aver commesso qualche errore veniale; dagli sbagli però si deve imparare a migliorarsi. Non ho nemmeno un episodio da ricordare particolarmente perché provo sempre una grandissima gioia quando mi convocano per una partita». E i prossimi impegni? «A fine luglio - conclude Marco - inizierò la preparazione a Sportilia (un centro sportivo polivalente che si trova a Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena, ndr); dieci giorni insieme ai venti arbitri della serie A e ai 40 assistenti, ricordando sempre quello che ci disse Papa Francesco: nel gioco siate leali e rispettosi degli altri».
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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