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Spal, i baby Juve non hanno brillato

Spal, i baby Juve non hanno brillato

Abbiamo seguito la finale Primavera vinta dalla Roma. Romagna, Cassata e Favilli non sembrano pronti per la cadetteria

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FERRARA. Sabato sera al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia c'eravamo anche noi della Nuova Ferrara ad assistere alla finale scudetto del campionato Primavera tra Juventus e Roma, vinta dai giallorossi ai rigori dopo l'1-1 maturato al termine dei tempi supplementari.

È stata un'occasione utile per osservare da vicino gli obiettivi di mercato del direttore sportivo spallino Davide Vagnati, che, com'è noto, negli ultimi tempi ha messo gli occhi in modo particolare sugli juventini Romagna, Cassata e Favilli. Contro la Roma nessuno dei tre ha brillato; è chiaro che una sola partita non basta per giudicare in modo definitivo un giocatore, soprattutto in una finale in cui spesso e volentieri l'obiettivo è quello di scomporsi il meno possibile. Globalmente però, è possibile farsi un'idea sull'attuale livello del nostro calcio giovanile di alto rango, provando nel frattempo a capire in quali campionati potranno collocarsi nei prossimi mesi i giocatori che sabato si sono sfidati nella gara più importante della loro stagione.

Ad eccezione del romanista Ponce e dello juventino Kastanos (che potrebbero presto ambire a grandi palcoscenici) l'impressione è che, almeno inizialmente, gran parte di questi dovrà accontentarsi di una Lega Pro di medio livello, considerando prima di tutto la modesta struttura fisica che avrebbe indubbiamente un impatto negativo nelle categorie superiori.

Un altro aspetto di cui tenere conto è quello legato alla personalità; l'eccessivo tatticismo imposto dagli allenatori limita enormemente le capacità tecniche ed estrose dei giocatori, spesso obbligati a quantità industriali di passaggi in orizzontale che nella maggior parte dei casi rallentano le azioni, dando modo alla squadra difendente di compattarsi dietro la linea della palla.

Da gran parte degli addetti ai lavori, i ragazzi nel mirino della Spal sono ritenuti i migliori della rosa guidata da mister Fabio Grosso.

Il difensore Filippo Romagna è probabilmente l'obiettivo più difficile da raggiungere; il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri starebbe infatti pensando di aggregarlo (in alternativa a Lirola) alla rosa della prima squadra bianconera per ottemperare alla norma imposta dalla Figc che nella prossima stagione obbligherà le società di serie A ad avere in rosa almeno quattro giocatori cresciuti nel proprio vivaio. Uno è Marchisio, poi potrebbe ovviare riportando a casa i portieri Mirante - dal Bologna - e Pinsoglio che torna dal prestito al Livorno, ed il centrocampista Marrone dal Verona. Centrale con un buon senso della posizione e grande tempismo sulle palle alte, Romagna non predilige l'uscita palla al piede dalla linea difensiva.

Centrocampista dinamico, dotato di un buon piede destro, Francesco Cassata può essere utilizzato sia come mezz'ala destra che come mezz'ala sinistra.

La forza fisica è invece la principale caratteristica di Andrea Favilli, attaccante mancino che per movenze e temperamento è accostabile all'ex bomber di Juventus e Inter Christian Vieri.

In caso di un approdo in B e magari alla Spal, per tutti i giocatori menzionati, l'inserimento nella nuova categoria necessiterà di un grande lavoro su tutti i fronti, per l'adattamento ad una tipologia di gioco e di intensità totalmente opposti a quelli del campionato Primavera.

Andrea Benazzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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