«L’importante sarà sbagliare il meno possibile Ho fiducia»
Direttore Vagnati, come nasce la sua relazione con il calcio? «Mio papà giocava come portiere in 4ª serie: Levante, Sestrese... Mi ha portato da subito sui campi, a 6/7 anni ho iniziato a giocare. In...
Direttore Vagnati, come nasce la sua relazione con il calcio?
«Mio papà giocava come portiere in 4ª serie: Levante, Sestrese... Mi ha portato da subito sui campi, a 6/7 anni ho iniziato a giocare. In prima superiore mi ha preso la Sampdoria e lì ho fatto tutta la trafila nelle giovanili».
È diventato tifoso blucerchiato o lo era già?
«Lo sono sempre stato. Una fede trasmessami da mio padre».
Gli amici nel mondo del calcio?
«Marcello Cottafava. Ci conosciamo da trent’anni, esiste un rapporto forte tra le famiglie. Un vincolo che va oltre il calcio. Poi direi Bonuccelli e Gori, il portiere del Benevento».
Passioni?
«Il calcio. Per il resto non ho più tempo di fare nulla. Andavo a correre la mattina, ora non ci riesco. Gioco negli Over 35 con il Portoverrara ma ho saltato le semifinali perchè mi sono stirato. Al di là di ciò, mi piace cenare fuori con mia moglie, con gli amici, mangiare bene con l’accompagnamento di un buon rosso».
La prossima serie B la preoccupa?
«No di sicuro. Al contrario, sono molto fiducioso: penso che potremo dire la nostra, con le nostre armi, con umiltà, per centrare gli obiettivi prefissati. In società abbiamo idee chiarissime. Sappiamo che non sarà facile, la B è “altra roba”, è calcio vero, la Spal diventa un’azienda a tutti gli effetti. Ma non sono preoccupato, mi interessa solo rendermi utile alla proprietà, per qualsiasi cosa. Ci conosciamo ormai da tanti anni ed è bello che mi chiedano anche cose che esulano dai compiti di un diesse».
Lei e la Spal cosa dovrete fare?
«Sbagliare il meno possibile. Perchè di errori se ne faranno, l’importante sarà limitarli al massimo».
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