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I Mandrakes a testa alta ma battuti dagli Indians

I Mandrakes a testa alta ma battuti dagli Indians

Lega Amatoriale Baseball. Una buona prova a S. Lazzaro non basta: nel finale il sorpasso sconfitta

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FERRARA. Il Savena non è il Sand Creek, però neppure il Little Big Horn. Ai Mandrakes Ferrara sfugge la vittoria nel sesto turno di Pig League (7-9), che invece va agli Indians dopo un'autentica battaglia; accanto alla delusione per aver perso una partita che pareva già vinta, cresce negli estensi la consapevolezza di disporre di risorse comunque adeguate al livello del torneo della Lega Amatoriale.

Il primo inning si chiude in bianco: per gli “indiani” un bel doppio gioco, per i “maghi” un k di Abetini e lavoro tosto in diamante. Al secondo, i padroni di casa dissotterrano l'ascia di guerra e vanno a casa tre volte senza oggettivi demeriti altrui. I prestigiatori ferraresi non ci stanno e prendono d'assedio il campo: nel terzo periodo arrivano quattro punti (Carlotti, Regazzi e i due Bettoni), favoriti dalla serata mogia del pitcher avversario Strazzari. A un turno perfetto in difesa (due out al volo - Abetini e Bell Mulen - e uno in prima firmato Ventura) seguono altre prodezze in attacco: sotto di due out, Regazzi guadagna la prima e viene spinto a casa da Nicholas Bettoni, a sua volta portato a punto insieme al padre Ivano da un'utilissima battuta lunga del cubano di Argenta. A quel punto sembra fatta, ma i pellerossa non ci stanno e pareggiano i conti (con qualche punto di troppo entrato su lancio pazzo). E quindi Ferrara non segna più, sbattendo troppo spesso contro il totem Desii piantato in terza base, mentre gli Indians portano a casa altri due run grazie a una tripla da applausi che fissa la contesa 9-7.

«Ma io sono contento - la riflessione del manager estense Benetti -; intanto per la reazione, poi per la crescita dimostrata alla battuta. Abbiamo fatto qualche errore, ma importa poco perché ne hanno fatti anche loro. Il risultato, comunque, è giusto. E aggiungo che, piuttosto che vincere due o tre partite per il rotto della cuffia, preferisco perderle tutte ma giocando ad armi pari. Al di là dei risultati, non dobbiamo dimenticare che questo è l'anno del nostro esordio: e io ho l'impressione che ci stiamo facendo conoscere, che gli avversari comincino a parlare di noi».

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