Sabbatani, il re del gol e il suo sogno «Allenare i giovani»
Masi San Giacomo, Ostellato e Bondeno ricordano le sue reti L’amore per la Spal, il calcio di ieri e quello di oggi
FERRARA. Per fortuna dei dilettanti, il grande calcio non se l'è mai filato. Scherzi a parte, Filippo “Pippo” Sabbatani ha fatto le fortune di piazze come Masi San Giacomo, Ostellato e Bondeno, attaccante dai piedi buoni che faceva gol e li faceva fare. Talento purissimo fin dalle giovanili, non è mai riuscito ad entrare nel giro delle giovanili della Spal, ma tra i dilettanti ha fatto furore. Tra la fine degli anni novanta e l'inizio dei duemila, il suo era uno dei nomi più gettonati del mercato. Cinque anni fa ha deciso di intraprendere la carriera da allenatore e la scorsa stagione è approdato sulla panchina della Berretti della Spal: cinque mesi alle dipendenze di mister Varricchio, un altro dal gol facile, e tre mesi al seguito di mister Perinelli. «È stata un'esperienza fantastica - dice Sabbatani -, mi sono trovato bene e allenare i giovani ho scoperto essere la mia vocazione».
Con la promozione della Spal in serie B, la faccenda si fa ancora più seria con il ritorno della squadra Primavera: «Mi piacerebbe essere chiamato per continuare l'avventura in biancazzurro, nelle giovanili. Non ho ancora ricevuto la proposta, ma mi metto a disposizione della società di cui sono tifoso. Mi piacerebbe aiutare il nuovo allenatore della Primavera, se me lo chiedono sono pronto a dire sì».
Una famiglia numerosa, un lavoro impegnativo non impediscono a mister Sabbatani di coltivare la sua passione: «Resto pur sempre un dilettante tra i professionisti. L'impegno del prossimo anno immagino sarà ancora maggiore e più delicato, ma saprò organizzarmi per trovare il tempo necessario per fare il vice allenatore o semplicemente dare una mano allo staff tecnico. Sono tifoso della Spal fin da bambino, per me non c'è posto migliore dove poter andare».
La sua avventura in panchina era iniziata al San Luca con la prima squadra, ma Sabbatani ha capito che voleva altro dal calcio. «Ho allenato per due anni le giovanili dell'Etrusca e ho capito che preferisco allenare i giovani invece dei grandi». Esperienza, grande professionalità, chi ha conosciuto Sabbatani sa bene di cosa si sta parlando. E poi i giovani potrebbero apprendere tanto da uno che ha saputo giocare a calcio. Figlio delle scuole calcio degli anni '70-'80 autentiche fucine di talenti. Quei ragazzi cresciuti all'oratorio a cui non bisognava insegnare a prendere a calci un pallone, quello l'avevano già appreso naturalmente. Perché all'oratorio, se non sai fare, gli altri bambini non ti fanno giocare. O almeno fin quando non sei migliorato e arrivato alla loro altezza. Sabbatani è figlio di quel calcio lì, di quello che quando eri pronto ti prendevano le società per insegnarti a stare in campo, perché la tecnica faceva già parte del bagaglio tecnico di quei giovani.
«Il calcio effettivamente è cambiato. Alla mia epoca ho visto tanti bei giocatori che davvero non capisco come non abbiano fatto ad arrivare nei professionisti. C'era davvero tanta qualità una volta, ma anche oggi, lavorando, qualcosa si può fare».
E Sabbatani è pronto ad insegnare calcio ai ragazzi, in una società in cui possa trovarsi bene: «Ripeto, grande esperienza e stare vicino a mister Semplici, quando si fermava a vedere i nostri allenamenti, mi ha arricchito molto dal punto di vista sportivo».
Corrado Magnoni
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