L’Under di Andrejic regge all’assalto del Cogianco
FERRARA. La grande bellezza è servita. Dopo Giovanissimi e Juniores, il Kaos domenica sera ha messo le mani sul terzo scudetto della stagione, laureandosi campione d'Italia Under 21 per la terza...
FERRARA. La grande bellezza è servita. Dopo Giovanissimi e Juniores, il Kaos domenica sera ha messo le mani sul terzo scudetto della stagione, laureandosi campione d'Italia Under 21 per la terza volta nella sua storia. Al PalaKilgour di Ariccia, in provincia di Roma, i ragazzi di mister Andrejic hanno bloccato i campioni d'Italia della Carlisport Cogianco sul 2-2, dopo il successo 6-3 ottenuto una settimana fa al PalaHiltonPharma di Ferrara. I laziali cercavano la prima doppietta consecutiva tricolore, mai avvenuta in passato, ma i ferraresi hanno sempre giocato con grande autorevolezza nonostante la giovanissima età e un gruppo composto in prevalenza da Juniores. Per la società del presidente Angelo Barbi e del patron Marco Calzolari è il terzo scudetto Under 21 (gli altri erano arrivati nelle stagioni 2010/11 e 2012/13 mentre nel 2013/14 i neri avevano perso in finale con la Lazio) e, al tempo stesso, il terzo scudetto vinto in stagione dopo i due titoli italiani vinti a Montecatini con Juniores e Giovanissimi. Il primo tempo è stato equilibrato, ma senza reti, con il Kaos che ha concesso poco e Timm che ha risposto presente quando è stato chiamato in causa. Nella ripresa i padroni di casa, incitati dal pubblico di un PalaKilgour gremito in ogni ordine di posto, riescono a trovare il vantaggio a 3' dal termine. Troppo tardi: Di Guida pareggia subito i conti e nel finale i ferraresi controllano senza impacci. Poi scatta la festa, con capitan Missanelli che alza la coppa.
Mister Andrejic
Sulla partita. «Mi aspettavo un ritmo così alto della Cogianco. Non avevo impostato una gara molto difensiva. Ma per forza di cose ci siamo abbassati alcune volte. Penso che nelle due partite siamo stati un po’ più cinici e abbiamo portato a casa questo grande risultato». Sulla svolta. «E’ stata la partita di Aosta, quella persa 5-3 all’andata. Meritavamo di vincere e lì abbiamo acquisito la consapevolezza di poter giocare a certi livelli. E’ chiaro che ribaltare il risultato quando nessuno ci credeva, ci ha fatto fare un salto di qualità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google