«Bondi, ora serve pazienza E Cento ha potenzialità»
Basket. Coach Furlani disegna il futuro di Pallacanestro Ferrara e Tramec La squadra di Bulgarelli ha rivoluzionato: deve creare un’identità precisa
FERRARA. Adriano Furlani ha allenato a Cento e Ferrara, conquistando buoni risultati con entrambe le compagini. Adesso avrà un buon motivo in più per ritornare almeno da spettatore al Pala Hilton Pharma: ieri mattina, infatti, la dirigenza della Bonfiglioli ha ufficializzato una notizia che era nell’aria da diversi giorni nell’aria. Dopo due anni lontana da casa, a Venezia, sponda Reyer, e Castel San Pietro, fronte Magika, Virginia Furlani ritornerà nella società che l’ha vista crescere. Per lei dovrà essere un’annata di crescita personale.
E papà Adriano, come vede il ritorno a casa della figlia Virginia?
«Mi auguro che abbia la possibilità e le potenzialità di giocare nella compagine della propria città - dice l’ex coach della Bondi Ferrara -, nella società dove è cresciuta: speriamo che un’altra ragazza ferrarese possa dare lustro a una società che da anni è ai vertici dei campionati nazionali. A Venezia e Castel San Pietro ha dimostrato di poterci stare, per lei sarà un percorso tutto da costruire, spero che Ferrara sia una tappa importante».
Facciamo il punto pure sulle compagini maschili di casa nostra. Cominciamo dalla Pallacanestro Ferrara?
«Era importante che il presidente Bulgarelli riavvicinasse la squadra alla città e alla tifoseria. Non conosco i motivi della diaspora dell’anno passato, ma dico che era fondamentale ricreare il feeling fra società e tifosi. Mi auguro che Ferrara sappia rinverdire i fasti di un passato lontano, come quello dell’ epoca Mascellani, ma, guardando più avanti, a quello di due-tre anni fa, quando si era creato un gruppo che, secondo me, era andato davvero molto vicino a raggiungere dei risultati importanti. Grande rispetto per il lavoro che Ferrara sta facendo: a squadra conclusa potremo esprimere giudizi più concreti».
Il prossimo, forse, sarà un torneo ancora più affascinante e bello dell’ultimo. Non trova?
«Per farlo diventare bello, bisogna vincere; fondamentale sarà creare una squadra che abbia una propria identità. E non è facile farlo quando devi rivoluzionare tutto. Il compito non sarà semplice, l’ambiente deve restare sereno se alle prime battute non si otterrà subito ciò che si vuole: l’esperienza e le capacità aiuteranno a costruire un gruppo vincente».
Come giudica l’annata della Tramec Cento?
«Non aveva programmato di vincere quest’anno. Durante l’anno hanno cambiato molto, alla fine ci hanno provato. Sono salite Forlì e Udine, forse le due compagini del Nord maggiormente accreditate a farlo. Resta una formula demenziale, perché molto spesso non salgono le formazioni migliori dell’ intero campionato, ma quelle che durante la regular season si sono trovate in una situazione più favorevole. Cento è una piazza che merita la categoria superiore: ha tutto per cercare di ottenere la serie maggiore. Non so come leggeranno l’attuale situazione, io guardo il bicchiere mezzo pieno, anche perché bisogna partire sempre da quello che all’inizio si aveva in progetto. Cento voleva fare un campionato di vertice e ha rispettato il compito. L’anno che verrà potrebbe essere quello della consacrazione».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
