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Dai pali alla scrivania Conti futuro dirigente della Virtus Entella

Dai pali alla scrivania Conti futuro dirigente della Virtus Entella

Ieri portiere Spal, poi S. Agostino e oggi forse manager in B «Se l’offerta verrà concretizzata dovrei smettere di giocare»

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FERRARA. Francesco Conti a Ferrara non ha bisogno di tante presentazioni. Portiere, classe 1981, ben voluto da tutto l'ambiente calcistico, professionalità da calciatore e doti umane non comuni, potrebbe appendere i guantoni al chiodo. Molto dipenderà dall'offerta della Virtus Entella, sua ultima squadra da professionista, società ligure che milita in serie B, che gli ha chiesto di fare il dirigente. «Non ho definito nulla - Conti frena i facili entusiasmi -, ma ci siamo parlati. Se l'offerta verrà concretizzata ovviamente la terrò in seria considerazione e quello potrebbe essere il mio futuro. Presto per parlarne, ma a giorni non nego che la questione si potrebbe definire meglio». L'anno scorso è stato protagonista dell'ottima stagione del Sant'Agostino in Eccellenza che di sicuro sarebbe ben contento di rivederlo tra i pali anche il prossimo anno. «Se dovessi intraprendere una carriera da dirigente, non potrei continuare a giocare. Occorre un po' di tempo per capire e anche a me per vedermi in uno scenario da non giocatore». Virtus Entella a parte, Telestense sarebbe pronta ad accoglierlo come opinionista il sabato durante le partite della Spal in B. «Se ne può parlare. Di sicuro, se continuo a giocare, fare il commentatore per la televisione della mia città potrebbe essere una bella opportunità per entrambi».

Francesco Conti è fresco di patentino di Osservatore. «Anche questa è una strada che ho deciso di intraprendere. Fermo restando che non mi impedirebbe di continuare a giocare, ma resterei nel mondo del calcio con un doppio impegno». Facciamo un passo indietro, di Francesco Conti si parla ormai da anni nella nostra città. Uno dei migliori esempi della grande scuola di portieri ferraresi che attualmente vanta i vari Manfredini, Costantino e Gollini. Conti, forse, ha avuto minor fortuna, ma è uno di quelli che nel professionismo è riuscito a durare per molto tempo. «Ho il rammarico di non essere stato confermato dallo Spezia quando è andato in B, mi sarebbe piaciuto affrontare la serie cadetta. Altrimenti, il mio sogno sarebbe stato quello di lasciare un segno nella squadra della mia città, di difendere i pali della Spal per più tempo. Della mia carriera, comunque, non mi lamento. Si vede che il mio livello era quello, ma va bene così, ho avuto la fortuna di fare quello che mi piaceva nella vita e di impegnarmi a fondo per raggiungere i traguardi. Da quel punto di vista, sono uno che ce l'ha fatta».

Le doti innate sono una cosa, il talento coltivato un'altra. A Conti non sono mancati i grandi maestri che gli hanno insegnato molto. «Tonino Ferroni è stato uno dei principali maestri che ho avuto nella mia carriera. Ma non è stato l'unico. Cito Rabbonì che oggi allena le giovanili della Juventus e che ho avuto a Foligno. Poi Pierobon, grande professionista, da lui imparavi anche solo guardandolo allenarsi o in porta la domenica. Ho visto all'opera anche Mareggini, Ripa, portieri più vecchi di me da cui ho imparato molto e che mi hanno insegnato questo mestiere».

Corrado Magnoni

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