Arco storico e tiro di Ulisse nel sottomura di Ferrara
Domenica grande gara organizzata dalla Compagnia Filippo degli Ariosti Una rievocazione medievale con bersagli mobili e sagome di animali
FERRARA. È il 23º appuntamento, quello che domenica nel sottomura della Porta degli Angeli immergerà Ferrara nel mondo medievale. Ammantandola del fascino del XIV secolo. Si tratta del circuito delle gare di arco storico, come da tradizione proposto dalla Compagnia Filippo degli Ariosti che mantiene vivi a Ferrara diversi eventi di rievocazione storica. Il torneo sarà anche l’occasione per celebrare il trentennale della Compagnia, costituitasi nel 1986 per merito di un manipolo di arcieri che, con impegno e poca esperienza organizzativa, riuscirono a fare emergere il primo germoglio di un gruppo che ora conta circa 90 iscritti nelle diverse discipline di arco moderno e arco storico. Un team che si prodiga per la divulgazione della cultura legata all’arco anche nelle scuole e nel mondo sempre troppo trascurato dei disabili.
La presenza di arcieri di Compagnie e Contrade ma, soprattutto, quella di campioni a livello internazionale, confermano che le gare di arco storico sono molto attuali. Con il patrocinio del Comune di Ferrara, che ha consentito di usufruire degli spazi antistanti le mura cittadine dalla “Casa del Boia” fino alla “Rotatoria Pannonius”, si svilupperà il campo di tiro su quattordici postazioni, tutte a carattere di rievocazione, ovvero costituite da meccanismi di movimento manuali in legno, bersagli in stile medievale e sagome di animali, ubicati in posizioni tali da costituire anche ostacolo al tiro ed imitazione di momenti di caccia, esercitazioni dei campi d’arme o normali condizioni di vita dell’epoca. La Compagnia estense allieterà poi tutti gli ospiti con il pranzo nel campo di tiro riservato ai partecipanti ed accompagnatori.
Sempre in tema di rievocazione sarà proposta ai partecipanti una ulteriore sfida nel pomeriggio: il “tiro di Ulisse”, simulazione della disfida che Ulisse propose ai Proci al ritorno del suo peregrinare, realizzato con asce in linea e che richiede, al vincitore, di infilare il numero maggiore di anelli o, magari, di oltrepassarli tutti. La cura e lo studio filologico del “tiro di Ulisse” è opera dell’istruttore ferrarese Stefano Benini, personalità riconosciuta a livello internazionale per le numerose pubblicazioni arco-archeologiche e le continue rievocazioni in costume organizzate su tutto il territorio nazionale.
Al termine della disfida saranno stilate le graduatorie dei risultati di gara ed effettuate le premiazioni con premi in tema e pergamene di classificazione organizzati per categorie di arco utilizzato: arco storico, foggia storica, tradizionale.
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