La Nuova Ferrara

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«Belli i successi dei giovani Ora servono più sinergie»

di Sergio Armanino
«Belli i successi dei giovani Ora servono più sinergie»

L’assessore Merli chiede alle Federazioni di spingere sulle collaborazioni

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FERRARA. Ben 5 scudetti a livello giovanile tra Ferrara e provincia. Ancora ieri celebravamo i titoli italiani conquistati dall’Hockey Club Bondeno con l’under 14, dalla Vis 2008 nel basket under 20 e i tre del Kaos nel calcio a 5 con Giovanissimi, Juniores e under 21, raccogliendo le riflessioni di Luciana Pareschi, delegata del Coni per Ferrara. Oggi allarghiamo il dibattito alle opinioni, su questo e non solo, dell’assessore comunale allo sport Simone Merli: «Dal punto di vista sportivo - esordisce - non posso che essere contento, ancor di più per risultati che arrivano dalle giovanili».

La Pareschi lamentava la politica del Kaos, fatta di grandi investimenti ma scarsa penetrazione nel tessuto locale...

«Sono scelte autonome della società su come investire sui giovani: arrivano i risultati e se le risorse vengono incanalate lì, ben venga: è un esempio da seguire dalle altre prime squadre. Questi giovani, presto o prestissimo, possono diventare interpreti nelle prime squadre: bisogna gestire la “maglia” della prima squadra, può dare grande soddisfazione ai singoli, alle squadre e alle società. Mi auguro che si prosegua su questo cammino e si possa articolare anche in altre realtà sportive».

Un po’ quello che sta facendo l’Accademia Spal?

«Sì, è tornata la relazione sportiva fra la principale squadra di calcio e i settori giovanili della provincia: serve a riavvicinare i giovani alla Spal, che negli ultimi anni hanno vissuto più delusioni che gioie, quindi una nuova affezione nei confronti della Spal; in più, i giovani della nostra provincia possono tornare a essere atleti che giocano nella squadra principale, perché la Spal non è solo patrimonio della città, ma dell’intera provincia».

A proposito di Spal, come giudica la trattativa andata a monte con il Bologna e la designazione di Vercelli come campo alternativo?

«Tra prefetture, questure e comuni di Ferrara e Bologna era tutto avviato per il meglio; la scelta della Spal è stata quella di non rischiare di dover spendere troppi soldi. In questi mesi ci siamo mossi, noi non abbiamo trovato ostacoli, la Spal sì: il mondo del calcio sta ragionando su livelli complicati... Credo che la Spal faccia bene a investire risorse altrove e non nel Dall’Ara. L’auspicio è che a Vercelli, se ci si dovrà andare, sia solo una volta».

Lo stesso del presidente Mattioli: ma il “Mazza” sarà pronto per tempo?

«Stiamo lavorando per farcela. I lavori stanno andando avanti nel rispetto dei tempi che ci siamo dati, ne ho parlato anche stamattina (ieri, ndr) con Modonesi (l’assessore ai lavori pubblici, ndr) e non vediamo difficoltà».

Passiamo alla questione basket. In città ci sono Pallacanestro Ferrara, Vis 2008, Scuola Basket Ferrara, 4 Torri: un mondo in concorrenza, anzichè in sinergia...

«Il primo passo devono farlo le società stesse. Il comune si trova sempre in mezzo, perché si tratta di assegnare spazi comunali, palestre, che non possono essere dedicate esclusivamente al basket: ci sono anche altre discipline. Che ci sia bisogno di accorpare, è un’ovvietà: lo dico da due anni, gioverebbe a tutto il movimento sportivo, incrementando tutti assieme la loro qualità. Un ruolo importante dovrebbero giocarlo le Federazioni, spingendo verso questo indirizzo sportivo. Ferrara non è una città giovane, l’età media è di 48 anni: è elevata. I bambini non sono illimitati, ne nascono di meno e, se il potenziale umano cala rispetto ad anni fa, anche l’accorpamento è un modo per garantire qualità ai nostri giovani».

Alla recente assemblea dell’Unione industriali il presidente Riccardo Maiarelli ha invitato l’imprenditoria ferrarese a far convergere risorse sulla Spal e qualcuno se n’è avuto a male. Non è rischioso per le altre realtà?

«Non vivrei la promozione della Spal come un elemento negativo per gli altri sport. Il mondo sportivo va sostenuto tutto, per quanto possibile. Poi, è ovvio che ci sono marchi che vogliono avere maggiore visibilità e il soggetto privato fa valutazioni secondo i propri interessi. Non ci devono essere gelosie, è un risultato sportivo che dev’essere di slancio per tutto il movimento, la stessa Spal non vuole cannibalizzare qualsiasi risorsa».

Tornando ai giovani, quest’anno una ventina hanno ricevuto la convocazione della Nazionale...

«È la dimostrazione che il racconto che facciamo di noi è inferiore alle qualità che riusciamo a esprimere. Sono giovani che sono all’inizio di un percorso, frutto del lavoro strutturato, e la convocazione azzurra un premio anche per chi non emerge, i loro stessi compagni di squadra che valorizzano le loro potenzialità».

A proposito di eccellenze, il Canoa Club si sta imponendo a livello nazionale...

«Sì, e anche nelle discipline che riguardano persone diversamente abili, che non sono più di contorno sportivo, ma nelle primissime fasce. C’è grande condivisione delle politiche e delle linee guida per il sostegno a questo mondo: il loro impegno comporta grandi sacrifici, ma è ripagato da grandi soddisfazioni: bisogna proseguire su questa strada, senza dividere: sono sportivi, normodotati o no poco conta».

È stato anche l’anno in cui, come assessorato, avete insistito sulla sicurezza...

«Sì e puntiamo entro l’estate a dotatare tutti gli impianti cittadini e i 14 della provincia gestiti da noi di defibrillatori. Gli ultimi 5 sono stati acquistati grazie alla raccolta fondi alla Spring Run, e per questo ringrazio l’Aeronautica. Puntiamo molto sul diritto alla salue e alla sicurezza, senza nessuna deroga».

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