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alberi abbattuti

Stadio, due esposti in procura

Lo stadio Mazza senza più gli alberi davanti alla tribuna
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Lo stadio Mazza senza più gli alberi davanti alla tribuna

Ferrara, la protesta dei residenti: «Non è vero che non c’erano alternative»

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FERRARA. Due esposti già depositati in procura e, calcisticamente parlando, un assist al M5S perché solleciti la Corte dei Conti a verificare possibili piani alternativi, e meno costosi, per l’adeguamento dello stadio Mazza al prossimo campionato di serie B. Hanno sfoderato l’artiglieria pesante alcuni residenti della zona stadio che ieri, «come semplici cittadini», hanno convocato la stampa all’angolo tra corso Piave e via Ortigara - a pochi metri dall’area di abbattimento dei primi dodici alberi (per gli altri 3, sul lato via Cassoli, il taglio è previsto il 27 giugno) - per protestare contro quello che definiscono un «progetto scellerato» non solo per l’abbattimento delle 15 piante secolari (12 bagolari e 3 tigli) ma anche per le stesse modifiche allo stadio che, come ricorda Tommaso Mantovani, «è un edificio storico, realizzato negli anni Venti dall’ingegner Savonuzzi in una zona storica, e come tale dovrebbe essere soggetto a vincoli e deroghe».

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Parte da queste considerazioni l’esposto presentato dallo stesso Mantovani, che si chiede anche se sia stato rispettato il regolamento sul verde pubblico, e in particolare la “moratoria” sugli interventi da marzo a luglio per consentire la nidificazione. Il secondo esposto ha la firma di un’altra residente, Giovanna Mazzoni, e ha per oggetto i soldi pubblici destinati a una società privata per la riqualificazione. A questo si aggiunge un suggerimento per il M5S (presente con il consigliere comunale Claudio Fochi), sulla possibilità di ridurre non solo l’impatto, ma anche la spesa, ricorrendo a un diverso progetto: «Non è vero che non c’erano alternative, si potevano realizzare griglie mobili per ricavare transenne semovibili e realizzare così i dieci metri di “spazio di segregazione” previsti dalla normativa», prosegue Mantovani.

Critiche anche alla scarsa informazione ai cittadini: «L’abbiamo saputo a cose fatte», si lamenta una signora. «In Commissione non era stata detta una sola parola sull’abbattimento degli alberi», aggiunge il consigliere pentastellato Fochi, dando alla protesta una virata politica: «Si vuol fare propaganda - interviene un residente - pensando che i nostri voti valgano meno di quelli della Spal...e se poi torna in serie C?». E un residente di via Bologna, Paride Guidetti, «simpatizzante M5S» ne approfitta per lanciare una bordata alla metro di superficie: «Là cantieri fermi per anni, per la Spal invece hanno fatto presto a trovare una ditta che funziona».(a.m)

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