Un mastino tra Centese e S. Agostino
La carriera: ha chiuso a Camposanto “tirando” giovani con la metà dei suoi anni
FERRARA. Sette vittorie di campionato e due Coppe, “Briegel” Govoni non si è fatto mancare nulla nella sua carriera.
Classe 1975, cresciuto nelle giovanili della Centese (Govoni è centese doc), ha fatto tutta la trafila sino ad arrivare in C2 da giovane promessa. Difensore con pochi eguali nella nostra provincia, ha abbandonato la Centese per passare al Sant'Agostino. Altri sette anni incredibili conditi da tanti successi sotto la guida del 'vate' Loris Marani che ancora oggi sente per parlare di calcio. Poi, l'epopea ramarra finisce e Govoni ne approfitta per tornare alle origini e abbracciare il progetto Centese del presidente Matera e del diesse Volta.
Ancora vittorie, successi e tante soddisfazioni, sino al nuovo divorzio. E allora, ecco la chiamata della Virtus Camposanto dell'ex compagno di squadra Bardi per l'ultimo acuto di una carriera fantastica.
La vittoria dei playoff di Prima categoria lo scorso anno e la scelta di smettere per fare l'allenatore. Ma i pensieri di mister Govoni sono ancora per la sua amata Centese.
«Purtroppo, quando finiscono i soldi, anche piazze importanti come quella di Cento devono chinare il capo e ripartire - dice Govoni -, adesso la storica Centese sembra ad un bivio: continuare in Prima o scomparire. E' un film già visto, lo so, ma dispiace». Ma per il futuro si aprono anche nuovi scenari: «Per fortuna, sta nascendo a Cento un altro polo calcistico con la Sporting Centese pronta a partire dalla Terza categoria. So che c'è un progetto ambizioso alle spalle con imprenditori della città pronti ad investire nel calcio. Della vecchia Centese non so che dire».
«Parlai l'anno scorso col presidente Galati - chiude “Briegel” e come persona mi fece una bella impressione. Spero comunque che a Cento si possa tornare ai fasti di un tempo, io resto tifoso della squadra e supporter di chiunque vorrà prendersi a carico questa splendida realtà». (c.m.)
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