«Mai ricevuta un’accoglienza tanto calorosa»
Il neoacquisto stupito dal clamore suscitato fra i tifosi Poi spiega la scelta: «A pelle la Spal mi è piaciuta»
FERRARA. «Non mi aspettavo un’accoglienza del genere, ringrazio tutti, speriamo di riuscire a fare un bel campionato e divertirci». Sono queste le prime parole di Mirco Antenucci, l'attaccante neoacquisto della Spal, accolto in sala dei Comuni dalla standing ovation dei tanti tifosi biancazzurri accorsi.
«Il direttore - riprende Antenucci - mi aveva detto che mi portava nel monumento più bello di Ferrara e lo ringrazio. È da tanto tempo che ci sentiamo, poi mi ha chiamato il presidente mentre ero quasi sul punto di fare un’altra scelta e mi ha chiamato anche il mister, quindi ho detto di sì. Io sono fatto così e nella decisione sono andato a pelle: dove sento sensazioni positive vado e quindi ho scelto la Spal. Ferrara è una piazza che manca nella categoria da tanto tempo, entro in punta di piedi perché qui c’è un gruppo che ha vinto un campionato importante come la Lega Pro e non è mai facile vincere, in nessuna categoria. Ci auguriamo di fare un nuovo campionato all’insegna dell’entusiasmo e nel quale si crei un forte senso di appartenenza con la città e con la gente».
Antenucci alla fine ha optato per il ritorno in patria, dopo l’esperienza al Leeds: «Con la mia famiglia ci siamo trovati molto bene anche in Inghilterra e avevo anche una possibilità concreta per rimanere là, poi ho preso un’altra decisione. Per quel poco che ho potuto vedere dal momento del mio arrivo, posso già dire che Ferrara è una bellissima città, con mia moglie e le bambine cercavamo anche una situazione del genere».
Su temi più tattici, Antenucci dice di non aver ancora approfondito il discorso con l’allenatore: «Ci siamo solo sentiti - spiega la punta - penso che poi in ritiro ci sia tutto il tempo per affrontare questi discorsi, so che qui si giocava con il 5-3-2, posso fare i due ruoli, con il tempo sono diventato più una punta di movimento e non la classica prima punta».
Antenucci fa anche un parallelo tra la realtà della Championship inglese e la serie B italiana: «Penso che il loro campionato sia più fisico e si dà meno importanza ad aspetti legati alla tattica. Anche sull’alimentazione c’è molta meno attenzione rispetto al nostro Paese, però il bello è che gli stadi sono sempre pieni, 20-25mila persone ogni sabato. Penso anche che gli allenatori inglesi siano meno bravi di quelli italiani».
Chiusura all’insegna della sobrietà: «Non posso promettere un numero di gol e sarebbe sciocco farlo, ci sarà il mio massimo impegno come ho sempre fatto in carriera».(a.t.)
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