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Il combattente Gentile saluta la Spal

Il combattente Gentile saluta la Spal

L’infortunio, la risalita e la vittoria finale: «Due anni indimenticabili a Ferrara e la gioia della B»

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FERRARA. Federico Gentile dal 30 giugno non è più un giocatore della Spal. Il contratto è scaduto e non è stato proposto il rinnovo. In questa chiacchierata “a cuore aperto”, il centrocampista ripercorre le sue due stagioni a Ferrara («città stupenda nella quale io e la mia famiglia ci siamo trovati benissimo»).

Gentile, non proseguirà la carriera in serie B con la Spal...

«Ovviamente sono molto dispiaciuto, ma nel calcio va così ed è una decisione che ci può stare. Sono stati due anni bellissimi, nei quali ho avuto anche delle difficoltà importanti legate al grave infortunio al ginocchio ma è stata un'esperienza professionale indimenticabile per me e di vita per la mia famiglia. Ferrara ci rimane sicuramente nel cuore. Sulla decisione della società se devo essere onesto un po' me l'aspettavo anche se naturalmente speravo nel contrario».

L'infortunio e i tanti mesi fuori possono avere inciso su questa decisione?

«Avevo fatto un ottimo finale di stagione nell'annata precedente in cui abbiamo terminato al quarto posto. Quest'anno all'inizio è arrivato quell'infortunio. Chissà, senza quella situazione magari avremmo visto un film diverso ma con il senno del poi tutto è facile e siamo tutti bravi».

Il momento più bello di questi due anni alla Spal?

«Al di là della promozione in B, io ho sentito sempre grande affetto da parte della gente soprattutto dopo essermi fatto male. Non dimenticherò mai l'ovazione che ho ricevuto al mio ingresso in campo dopo avere recuperato per Spal-Pontedera. Quell'applauso ha voluto dire tanto per me dal punto di vista umano e sportivo: per i primi cinque minuti in campo non ho capito niente, nemmeno dove fossi».

La società come le ha comunicato che non rientrava più nei piani?

«Il “direttore” Vagnati mi ha detto che era dispiaciuto ma che non intendevano continuare il rapporto. Hanno dovuto fare delle scelte. Nel calcio funziona così: ovvio che mi dispiace molto perché non avendo mai fatto la B mi sarebbe piaciuto».

Nella squadra della promozione con chi aveva i rapporti più intensi?

«Premesso che eravamo davvero un bel gruppo, che spero proprio non verrà “massacrato”, c'è un rapporto molto forte con Giani e Cottafava. Ma in generale era splendida tutta la situazione e ricordo bene gli ultimi giorni quando c'era davvero dispiacere nel salutarsi».

Ed ora un Gentile adesso al 100% da dove ripartirà?

«Fisicamente sto bene e sto continuando a lavorare anche nel periodo di vacanza pronto a ripartire come e quando ci sarà modo. Mi sto guardando un po' intorno e ci sono diverse possibilità per fortuna. Negli ultimi 4 anni ho vinto due campionati e quindi mi sono abituato bene, vorrei continuare a vincere e nella mia scelta metterò davanti l'ambizione e il progetto della società rispetto all'aspetto economico».

Si vocifera di un forte interessamento della Lucchese...

«Stanno facendo molto pressing e mi fa piacere. Il mio desiderio è quello di decidere prima del ritiro, vorrei esserci già dall'inizio con la nuova squadra».

Quando ha capito intimamente che alla Spal si andava a vincere il campionato?

«Già dal ritiro ero molto fiducioso. E dalle prime amichevoli ho capito che era un grande gruppo: fatto da uomini, senza nessuna primadonna. Ognuno aiutava l'altro. E anche nel corso della stagione ho sempre visto una squadra forte e molto quadrata».

Pensiero finale per tutti i tifosi della Spal.

«Spero che stiano tutti sempre vicini ai ragazzi nella stagione della serie B, faccio un grande in bocca al lupo ai dirigenti e alla società».

Andrea Tebaldi

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