Il Cus prepara un progetto e la prima squadra farà da traino
FERRARA. Giorni febbrili in casa Cus Ferrara rugby in concomitanza con la scadenza delle iscrizioni ai vari campionati. Dopo la retrocessione in serie C, che ha lasciato un clima “strano” nell’ambient...
FERRARA. Giorni febbrili in casa Cus Ferrara rugby in concomitanza con la scadenza delle iscrizioni ai vari campionati. Dopo la retrocessione in serie C, che ha lasciato un clima “strano” nell’ambiente, quasi di stallo, si è passati al massimo fermento su tutti i fronti.
Nello staff della prima squadra sono entrate forze nuove e tutti stanno facendo fronte comune perché la prossima stagione sia quella del riscatto, con il massimo risultato possibile con le forze a disposizione. Il tutto fa poi parte di un progetto più ampio, curato e seguito da Silvano Roncarati, che coinvolge tutti i settori, dalle giovanili al minirugby. Una ricerca d’identità, una voglia di rivincita che deve partire dal basso, perché l’arrivo in prima squadra dev’essere una meta ambita da chi fa rugby con la maglia cussina e perché il rugby ferrarese torni a occupare il posto che merita nel panorama nazionale.
Senza sapere dell’operato di Roncarati, pochi giorni fa Nicolas Perazzo, cussino di alcune stagioni or sono ma sempre affezionato alla Ferrara ovale, su un social aveva detto che «…la cosa più importante è quella di fare un club dove chi gioca si diverte e non vuole mancare nemmeno ad un allenamento o ad una partita. Solo per l’appartenenza ad un gruppo». E questo calza a pennello con le intenzioni del nuovo corso.
Tornando alla prima squadra, Dario Gargano e Ivan Massarenti si divideranno la guida tecnica, mentre la direzione sportiva sarà affidata a Matteo Boccardo e Nico Notte. Enrico Grandi sarà il dirigente addetto, mentre Lorenzo Tosini con il ruolo di team manager avrà i compiti di supervisione e controllo. Passando all’organico, il primo giro di contatti è stato positivo, nel senso che praticamente tutto il gruppo della passata stagione ha espresso l’idea di restare. È anche vero che le lusinghe di altre società sono all’ordine del giorno e che il Badia neo promosso in A, ancor prima del divorzio da Brizzante, era sceso a Ferrara con la lista della spesa, con annotati i pezzi pregiati dell’organico estense. Chiusa la foresteria (si vocifera che riaprirà per ospitare atleti delle giovanili della Spal, ma se questo fosse vero, sarebbe bello che nell’operazione potesse rimanere qualche posto a disposizione di tutte le sezioni sportive del Cus) e con nulla da offrire sul piano economico, i nuovi arrivi sono legati alla casualità di studenti rugbisti che arrivassero a studiare all’Università estense, senza poi rientrare ai club di appartenenza nei weekend. (d.c.)
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