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Turchetto, cose dell’altro mondo Allenerà in Cina

Turchetto, cose dell’altro mondo Allenerà in Cina

Basket. L’ex coach della Bondi va a Foshan Sarà il vice di Mazzon nei Long Lions in Cba

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FERRARA. Da Ferrara alla Cina. Andrea Turchetto, ex assistente e capo allenatore della Bondi, come il calciatore Graziano Pellè. L’ex tecnico della Pallacanestro Ferrara è il neo assistente del coach Andrea Mazzon ai Foshan Long Lions, formazione della Cba cinese. Per Turchetto, che nei primi giorni di agosto partirà per la Cina, un’avventura affascinante non solo sportivamente parlando. Abiterà a Foshan, città di oltre sette milioni di abitanti nella provincia del Guangdong. «Il rapporto con coach Andrea Mazzon è nato diversi anni fa - racconta Turchetto -: ero ancora a Pesaro e lui mi cercò. Durante gli anni siamo rimasti in contatto, ci siamo sempre confrontati e sentiti. Complice il fatto che siamo concittadini».

Com’è nata l’idea della Cina?

«Circa due settimane fa Mazzon mi ha chiamato, dicendomi che aveva ricevuto questa offerta di andare all’estero. Mi ha chiesto se avevo il desiderio di seguirlo qualora si fosse concretizzata la sua posizione: andare all’estero è una cosa che mi ha sempre attirato per mille motivi. Così ho accettato subito la sua proposta. Venerdì scorso ho ricevuto i documenti per avere il visto, che dovevano arrivare dal club cinese. Lunedì ho avviato le pratiche per il visto, martedì prossimo arriverà il contratto firmato. Fra l’1 e il 3 agosto partirò alla volta della Cina».

Vivrà a Foshan.

«E’ una città nel sud della Cina – ha continuato Turchetto -: a circa 45’ da Canton, la città costiera maggiormente importante della Cina. Dopo Pechino e Shangai, Foshan è la terza città in senso assoluto. Vivrò a circa 300 chilometri da Hong Kong».

Per lei sarà un’avventura completamente nuova, sportivamente e culturalmente parlando.

«Parliamo di un’esperienza davvero importante, da un punto di vista culturale e umano; oltre che da quello sportivo. Andrò ad affrontare un campionato che sto cominciando a conoscere adesso, dove c’è un seguito veramente incredibile: palazzetti da 15-20 mila posti completamente esauriti, in Cina c’è passione per il basket ai massimi livelli e ci sono dei budget importantissimi».

La squadra?

«Abbiamo due stranieri, giocatori molto importanti, inseriti in un contesto di giocatori cinesi che hanno una fisicità importante. Ho già parlato con i responsabili del club e mi hanno garantito la grande responsabilità da parte dei giocatori. Per me sarà un mondo completamente nuovo con cui confrontarmi e rapportarmi, con l’obiettivo di crescere e migliorarmi e, soprattutto, lasciare qualcosa».

Anche da Ferrara avrà ricevuto diversi messaggi non appena è uscita la notizia del suo passaggio in Cina.

«Da Ferrara ho ricevuto moltissimi messaggi: dallo staff a tutti gli altri. L’avvocato Marco Cocchi mi ha scritto un messaggio di complimenti, augurandomi il meglio per me. Con il digì Vittorio Veronesi ci siamo sentiti telefonicamente: cosa che mi ha fatto davvero enorme piacere. Al di là delle scelte professionali e societarie, ciò significa che la mia esperienza nella duplice veste non è stata positiva solamente per me: alla Bondi il mio lavoro è stato apprezzato. I messaggi di due dirigenti così importanti della società mi hanno fatto davvero molto piacere: ne approfitto per ringraziarli pubblicamente».

«A Ferrara a livello umano ho trovato delle persone con cui ancora mantengo i contatti: è stato un anno positivo, sia nella mia esperienza di vice allenatore che quella di capo allenatore, al di là dei risultati sportivi. Uno dei primi giocatori che mi ha scritto è stato Ike Udanoh, ho avuto anche da altri giocatori dimostrazioni di riconoscenza, di stima, professionale e umana, che mi hanno fatto assolutamente piacere».

Segue le vicende estive della Bondi?

«Assolutamente sì e dico che l’aspetta un girone difficilissimo, con compagini davvero molto toste, come le due bolognesi ma non solo. È difficile dare un’opinione sulla squadra fino a quando non avrà firmato gli americani, che, come accade molto spesso, saranno l’ago della bilancia. Di sicuro si vede l’impostazione del coach Tony Trullo, votata alla corsa, ai ritmi alti. Come del resto a un basket tipico del neo tecnico biancazzurro, che sta costruendo la squadra a sua immagine e somiglianza, favorito anche dalla duplice veste di coach-diesse che gli è stata data».

Mercato

Anche il giovane Matteo Ghirelli è ormai pronto a lasciare Ferrara e la Bondi. Ma lui si sposterà di pochi chilometri rispetto a Turchetto, andando a giocare ai Tigers Forlì (serie B), allenati da Giampaolo Di Lorenzo, compagine nella quale milita anche il figlio di Carlton Myers.

Lorenzo Montanari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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