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salto in alto - un amaro sorpasso tricolore

Il primato di Benvenuti è di Tamberi

Il primato di Benvenuti è di Tamberi

Gimbo strappa il record al ferrarese ma va ko: niente Olimpiadi

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FERRARA. L’infinita amarezza per un titolo italiano che ha richiesto un prezzo esageratamente alto. Gianmarco Tamberi stabilisce nella Diamond Legue di Montecarlo il nuovo primato tricolore (2,39 m) e lo strappa al ferrarese Marcello Benvenuti (2,33 stabilito a Verona il 12 settembre del 1989). Ma al salto successivo, il 24enne marchigiano “Gimbo” si infortuna alla caviglia e gli esami clinici sono sconfortanti: lesione del legamento deltoideo della caviglia sinistra. Significa niente Olimpiadi di Rio. Un macigno per il saltatore e per l’atletica azzurra, che su una medaglia di Tamberi poteva ragionevolmente fare affidamento. Marcello Benvenuti (52enne ex saltatore estense) commenta con un filo di cupezza la serata monegasca. Da un lato un campione gli ha strappato il record italiano, dall’altro una possibile medaglia olimpica sfuma. «Tamberi, più che il mio erede è un degno successore - sussurra Benvenuti -; un ragazzo fortissimo, ora come ora il più forte al mondo. Il mio mestiere è stato fare il saltatore in alto per anni, quando negli anni scorsi ho visto Tamberi ho facilmente predetto che sarebbe diventato un saltatore di rango. Avevo immaginato anche un 2,40».

«Ha un modo di saltare che gli consentirà di continuare a progredire, fino a quando non troverà quello che io chiamo il punto di rottura. Il punto estremo. Tutti lo abbiamo. Io ho pagato un duro prezzo alla pubalgia: non mi sono più ripreso. Comunque sono contento che il mio primato ora l’abbia Tamberi». Benvenuti accenna al punto di rottura, che intanto s’è palesato concretamente. «Potrebbe anche essere che Gianmarco soffra alle caviglie. Ora il pericolo vero è che inconsciamente, quando sarà guarito, non riesca più a spingere al 200% proprio con le caviglie che sono il suo fattore forte al momento dello stacco. Intanto, che peccato per Rio: la sua era una medaglia sicura». (m.na.)

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