La Bondi adesso va a caccia dei pezzi da novanta
Completato il reparto degli italiani mancano i due Usa Un esterno che aiuti Ibarra e un’ala come Powell
FERRARA. Arriva, ufficiale dopo il Consiglio Federale di ieri, l’esclusione dalla serie A2 della Virtus Roma. Un declino inarrestabile di un team che seppe vincere scudetti e alzare coppe internazionali, che nei recenti ultimi due anni si è autoretrocesso e poi salvato sul parquet per il rotto della cuffia. Ora l’iscrizione non accettata perché la società ha pagato con un giorno di ritardo la prima rata da versare alla Fip. Grottesco.
E girone Ovest che ora dovrà aprire la pratica ripescaggio: Matera prima evente diritto e poi Montegranaro. Molto più tranquille, invece, le acque nel girone Est dove è stata collocata la Pallacanestro Ferrara. Anzi, va detto che la maggioranza dei team è decisamente operativa sul mercato: alcune formazioni hanno sostanzialmente completato l’organico. Parecchio indietro soltanto Verona che solo nelle ultime ore ha “firmato” il coach (Frates).
La Bondi di coach Trullo ha invece già assemblato il reparto indigeni, optando per un mix tra risorse economiche e alcuni vincoli del passato. Della formazione che ha terminato la scorsa annata in undicesima posizione sono rimasti soltanto in due: il play Ibarra e il pivot Soloperto. Con una differenza non marginale: sul lungo è stato deciso il rinnovo, l’esterno invece è confermato perché il contratto in essere che aveva allungato mesi fa non è stato transato e né c’era gran mercato. Lo status di passaportato non aiutava di certo ad allargare l’orizzonte dei potenziali acquirenti, pertanto Ferrara s’è risolta nel confermare El Lata. Con la conseguenza, peraltro, che Trullo ha rinunciato ad un passaportato come Bryan perché la casella era occupata. Sotto contratto c’è anche Jordan Losi, che al momento è l’undicesimo dell’organico e che prima o poi (se non in estate, probabilmente a dicembre-gennaio) troverà estimatori e piazze di suo gradimento.
Per il resto, gruppo rinfrescato. Il coach ha puntato su atletismo e duttilità, con qualche scommessa sulla carta molto interessante: vedi il pivot Pellegrino. O la promessa Mastellari. L’unico regista puro, gira e rigira, rimane Ibarra (Moreno sa fare il play ma con ritmi alti e con letture non troppo schematiche) ed è per questo che sarà indispensabile ingaggiare un esterno statunitense che sappia anche destreggiarsi nel playmaking. In più sarà indispensabile che Cortese torni ai tempi ruggenti di gioventù, quando attaccava il ferro e puntava pure sull’uno contro uno. Poi, per trovare una dimensione in Serie A, s’è impossessato di un ruolo da specialista: tiratore puro. Alla Bondi servirà invece un giocatore all around, multidimensionale. Oltre alla combo guarda a stelle e strisce, manca a Ferrara il “quattro” che ugualmente sarà straniero. E anche in questo spot si cerca un profilo solido, esperto: l’offerta al trevigiano Marshawn Powell è un’ottima dichiarazione d’intenti.
In queste ore la Bondi sta iniziando a stringere un po’ il cerchio, ma la carne al fuoco rimane ancora parecchia. Senza trascurare gli svariati profili che i procuratori offrono a quasi tutte le formazioni. È il caso di Kevin Ware, 23enne del Bronx campione Ncaa con Louisville. È giovane, reduce da un brutto infortunio. Difficile pensare possa fare al caso di Ferrara. Così come Stacy Wilson, 25enne con una esperienza in Germania al Chemnitz. La Bondi punta altrove.
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