«Conservo il ricordo dei tifosi spallini Da pelle d’oca»
FERRARA. Ferrigno, cosa ricorda delle sfide contro la Spal? Verona, giugno 1994. «Il flash che più rammento, e che conserverò per sempre, è questo: ingresso in campo, mi giro verso destra e “incrocio”...
FERRARA. Ferrigno, cosa ricorda delle sfide contro la Spal? Verona, giugno 1994.
«Il flash che più rammento, e che conserverò per sempre, è questo: ingresso in campo, mi giro verso destra e “incrocio” il settore dei tifosi della Spal che cantano biancazzurri siamo solo noi... Da pelle d’oca. Una tifoseria bellissima, un muro, che ha sostenuto la propria squadra fino al 90’. L’ha spinta. E se allo scadere Bizzarri anzichè tirare avesse passato a Mezzini, la Spal avrebbe pareggiato ed ai supplementari sarebbero emersi i veri valori delle due squadre».
Non vinse la più forte...
«No. Avevo 18 anni, ero al primo anno da professionista, in quel Como c’erano altri sette ragazzi usciti dalle giovanili. In campionato la Spal ci aveva bastonato sia all’andata che al ritorno, chiudendo la stagione regolare con tanti punti in più (62 a 51; ndr). Per noi quella finale era un sogno, affrontata con la spensieratezza dei giovani. Grande vittoria».
Ma se non annullavano il gol a Zamuner...
«Sì, quella rete era regolare. Ma in campo non si percepiva una Spal unita, non c’era spirito di gruppo, qualcuno voleva brillare personalmente per dire “ho segnato, sono il più bravo”, e non giocare e vincere per dire “andiamo in B”».
Lei fece l’1-0, anche se si disse autogol di Bacci.
«Lo ricordo. Al contrario di come esultai».
E nel ’96? Altra vittoria e altro gol suo...
«La Spal andò in black out dopo aver subìto l’1-1. Crollò psicologicamente, smise di giocare. Sia a Verona che quel giorno la Spal pagò la convinzione di essere più forte, e non seppe reagire all’andamento inatteso di quelle gare». (p.n.)
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