Pregnolato racconta «Ero un giocatore che non s’arrendeva»
L’allenatore del Mesola ripensa alla sua carriera E ricorda sempre il suo motto: una vita da mediano
MESOLA. «Ero uno di quei giocatori che non si arrendono mai», dice Giuseppe 'Beppe' Pregnolato. «Un tipo da corsa, ho fatto anche il terzino. Ero umile e duttile, non mi tiravo mai indietro». Un giocatore alla Gattuso che fanno comodo agli allenatori. Di quelli su cui puoi sempre fare affidamento. Tanta spada e poco fioretto, ma le partite si vincono più così che nell'altra maniera. Pregnolato a Ferrara è una garanzia, tanto da giocatore quanto da allenatore. I numeri parlano per l'ex spallino: 500 presenze tra i professionisti e 100 tra i dilettanti, per un totale di 600 partite.
«Direi che ho giocato abbastanza - scherza il mister -, e mi sono pure tolto le mie soddisfazioni. Sono contento di quello che ho fatto e lo rifarei più che volentieri».
Ancora numeri, per dire che ha vinto quattro campionati, tutti di serie C, coi professionisti e ben due coi dilettanti.
«Io conto come vittorie anche le salvezze in serie B cl Ravenna. Partivamo sempre come sfavoriti e poi ci salvavamo con largo anticipo tranne una stagione in cui l'obiettivo l'abbiamo raggiunto a due giornate dal termine del campionato. Ma non importa, posso dire che ce l'abbiamo sempre fatta. E a Ravenna era come aver vinto il campionato».
Anche da allenatore ha dovuto faticare e recuperare palloni su palloni. Come l'anno scorso, quando ha salvato il Mesola al termine di molte peripezie e un mezzo esonero.
«A Mesola è tutto nuovo. Abbiamo tenuto cinque giocatori, abbiamo optato per un cambio radicale. Qualcuno ha smesso o è andato a giocare vicino a casa come Turolla e Marandella che sono andati a Porto Tolle. Qualcuno è pure arrivato ed oggi contiamo una rosa di 15 giocatori. Un gruppo base che vogliamo infoltire con alcuni dei giocatori in prova a partire da questa settimana. Ne avremo una decina, tutti da valutare e alla fine scegliere: vogliamo un gruppo di venti giocatori e basta».
La storia insegna e i mesolani ne fanno tesoro. Infatti, l'anno scorso troppi arrivi e partenze hanno rischiato di minare il tanto lavoro fatto dalla società negli ultimi due anni, un lavoro che ha portato la squadra in Promozione.
«L'anno scorso sono mancato 12 partite e quando sono tornato ho trovato un ambiente abbattuto e demotivato. Poi siamo riusciti a salvarci, ma che spavento! In questa stagione vogliamo salvarci senza andare ai playout». La primavera scorsa il Mesola si salvò proprio battendo ai playout 2-0 il San Carlo in trasferta.
«Dobbiamo fare sicuramente meglio. Abbiamo visto che la Promozione è un campionato difficile. Abbiamo capito dove far meglio e dove intervenire per evitare di sbagliare di nuovo. Chiederò ai ragazzi massimo impegno, anche a loro 'Una vita da mediano' che è il mio motto. Dovremo stare attenti alle conterranee. Sarà un bel campionato perché condito di tanti derby. A Mesola il pubblico non è mai mancato - dice ancora Pregnolato - anche nei momenti peggiori con almeno 100-120 persone allo stadio ogni domenica. Ma se ci sono partite contro altre ferraresi i numeri salgono. Sono convinto - conclude - che gli sportivi si divertiranno, non vedo una favorita ma tante squadre allo stesso livello». E a vedere e sentire lo spirito di Pregnolato, c’è da credere che il Mesola sarà anche nel prossimo campionato tra le protagoniste.
Corrado Magnoni
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