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Nasce “Comacchio Stars”, fucina di talenti

Nasce “Comacchio Stars”, fucina di talenti

Magnavacca e Comacchiese uniscono l’impegno, superando antiche rivalità

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COMACCHIO. Si chiama “Comacchio Stars” la nuova realtà di calcio giovanile, nata dall’unificazione tra scuola calcio e settori giovanili dell’Asd Polisportiva Magnavacca e Comacchiese 2015, divise fico a ieri da una storica rivalità. Con l’accordo sperimentale della durata di due anni, illustrato ieri mattina dai suoi protagonisti allo stadio comunale “Raibosola”, è sorta «una nuova entità, autonoma dal punto di vista organizzativo ed economico - ha specificato il presidente del Magnavacca, Gianfranco Vitali -, gestita in modo paritario da un gruppo di persone delle due società, con una rappresentanza significativa di quote rosa».

Mariella Mazzotta sarà l’anima organizzativa di una ricca stagione di eventi sportivi, che la nuova realtà calcistica giovanile si appresta a mettere in campo. Il primo appuntamento per Comacchio Stars sarà il 4 settembre prossimo, in occasione del derby Magnavacca-Comacchiese, che vedrà sfidarsi per la prima volta una scuola calcio unica e due prime squadre separate. Sgombrato il campo dai pregiudizi iniziali, le due società sono riuscite il 21 luglio scorso a siglare un accordo, che apre nuovi interessanti scenari anche per lo sviluppo del turismo sportivo. Sono già state definite le date di due importanti tornei, la “Berba Cup”, riservata alla categoria Pulcini (dal 28 aprile all’1 maggio 2017) e “Italia-Germania”, con il coinvolgimento di squadre dilettantistiche sportive italiane e tedesche, in occasione della Pentecoste.

Secondo Francesco Cavalieri, presidente della Comacchiese 2015, «il nome Comacchio Stars segna un passaggio storico, per fondare una scuola calcio di un intero territorio. Si parla di settore giovanile che conta 250 ragazzi - ha aggiunto - e che disporrà di ben tre impianti sportivi, con una squadra di allenatori ed educatori qualificati».

Qualora il progetto sortisse gli effetti sperati, si passerà dalla sperimentazione al consolidamento della realtà calcistica giovanile. Anche nelle parole di Stefano Parmiani, assessore allo sport, è trapelata la soddisfazione per un accordo che «abbiamo cercato di mettere insieme sin dall’inizio. È una realtà importante dal punto di vista tecnico ed educativo, che rimuove gli imbarazzi del passato sulla scelta della scuola calcio. È un primo passo per costruire una fucina di talenti».

Roberto Cantagalli, dirigente del settore cultura, turismo e sport, ha accolto l’operazione come «un progetto che sostiene la coesione sociale. Oggi come oggi è più semplice dividere, che unire e questo è un esempio virtuoso anche per le prospettive di sviluppo del turismo sportivo».

Katia Romagnoli

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