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«Non ci credo, questa storia scoppierà come una bolla di sapone»

Sergio Armanino
Marta Menegatti posa insieme al papà Maurizio e alla mamma Silvia
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Marta Menegatti posa insieme al papà Maurizio e alla mamma Silvia

Parla il papà di Marta Menegatti: conosco questo mondo, il doping non esiste

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FERRARA. «Non ci credo, le controanalisi faranno scoppiare questa bolla di sapone». A parlare è Maurizio Menegatti, padre di Marta, la beacher ferrarese travolta ieri dalla sospensione della sua compagna Viktoria Orsi Toth per doping.


«Ho sentito mia moglie adesso - prosegue papà Maurizio -, che ha appena parlato con nostra figlia, e Marta alcune ore fa, ma non sapeva ancora nulla. Domani (oggi, ndr) fanno le controanalisi, si parla addirittura della possibilità che sia stato un cibo assunto da Viki la sera prima del controllo: speriamo che tutto vada a posto. È una cosa incredibile. In quel periodo (a metà luglio scorso, ndr) hanno fatto tre test antidoping a tutte e due, sempre la mattina presto, all’alba, fra le 5 e le 6, a sorpresa. No, non ci credo, speriamo bene. Siamo tutti esterrefatti, la notizia ha dell’incredibile, non è nella cultura di questo sport usare delle sostanze, è una cavolata che magari domani (oggi, ndr) si risolverà».


Nella peggiore delle ipotesi, sarà Rebecca Becky Perry a sostituire la Toth: «Sì, se dovesse succedere, sarà lei, è una del giro della Nazionale del beach volley. Ma io mi auguro che la bolla di sapone scoppi: sono tre anni che Marta e Viki si allenano insieme per questi 15 giorni a Rio, formare una coppia nuova adesso non avrebbe senso. A livello psicologico, comunque, quello che sta succedendo danneggia molto le ragazze: anche se andrà bene, come spero, ne risentiranno comunque. È come se fosse successo a Marta, nella coppia si è in due... Ma sono fiducioso: conosco il beach volley, conosco l’ambiente, non esiste il doping, è assurdo».


Papà Maurizio parte domani (giovedì) per Rio, sarà l’unico della famiglia Menegatti sugli spalti dell’Arena di Copacabana a tifare per Marta: la moglie rimane a casa, il fratello Pietro, portiere del Fano, è al lavoro con la squadra.

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