Spal, una sbandata e il Perugia punisce
Buon test, quasi alla pari con gli umbri. E un’occasione
PERUGIA 1
SPAL 0
PERUGIA (4-3-3): 1 Rosati; 2 Imparato (21’ s.t. 25 Gualtieri), 14 Volta (1’ s.t. 23 Mancini), 17 Belmonte (1’ s.t. 6 Monaco), 19 Alhassan (1’ s.t. 16 Chiosa); 15 Zebli, 8 Ricci (1’ s.t. 32 Pellegrini), 5 Didiba; 29 Buonaiuto (1’ s.t. 34 Salvucci), 10 Di Carmine (1’ s.t. Bianchi), 7 Guberti (1’ s.t. 28 Vicaroni). A disp.: 12 Santopadre, 20 Patrignani, 31 Vitali. All.: Bucchi
SPAL (5-3-2): 1 Branduani (1’ s.t. 12 Meret); 7 Lazzari (29’ s.t. 17 Ghiglione), 2 Gasparetto, 4 Giani (29’ s.t. 23 Silvestri), 3 Cremonesi, 6 Mora (29’ s.t. 13 Beghetto); 11 Spighi (1’ s.t. 21 Schiavon), 5 Castagnetti (1’ s.t. 20 Pontisso), 8 Arini (38’ s.t. 18 Grassi); 9 Zigoni (1’ s.t. 14 Cerri), 10 Antenucci (29’ s.t. 16 Finotto). A disp.: 15 Equizi, 19 Mawuli. All.: Semplici
Arbitro: Viotti di Tivoli
Rete: 5’ p.t. Guberti
Note: serata calda, terreno in condizioni non perfette, spettatori 1.023 paganti, con un manipolo di appassionati da Ferrara. Gara iniziata con un ritardo di 20 minuti a causa di un guasto all’impianto d’illuminazione. Ammonito: Imparato (P). Calci d’angolo: 4-5
PERUGIA. Nella fornace del “Renato Curi” - e con un ampio ritardo dovuto ai fari che non si accendono - la Spal fa le prove di serie B. Nella serata della diffusione del calendario, i biancazzurri incrociano i tacchetti con gli umbri, per il primo test di questo pre-campionato contro un avversario di pari categoria. L’esito? Vincono i padroni di casa, grazie all’inizio-sprint. Ma, al di là di qualche oscillazione, partita sostanzialmente alla pari. La Spal tiene il campo, non sfigura, però i fatti dicono che Semplici ha ragione: serve un innesto di spessore (almeno uno) a centrocampo. In fretta, se si può. Apprezzabile il secondo tempo, pur tra mille cambi. Nota lieta, la rapidità di pensiero e giocata di Pontisso.
Spal in maschera. Maglia verde da amichevoli, numeri tradizionali e non quelli ufficiali della stagione, scelte di difesa e centrocampo ridotte all’osso, tanto che a referto figurano i baby Equizi e Mawuli. E ancora: indisponibili il terzo portiere Marchegiani (a Coverciano con la Rappresentativa di B) e il centrale Bonifazi (infortunato). In attesa dei prossimi acquisti (un difensore e due centrocampisti), ecco per la prima volta in gruppo gli azzurrini Meret, Ghiglione e Pontisso, ed il centravanti Cerri. Curiosità per vederli finalmente all’opera, sia pure parzialmente.
Perugia dall’organico non disprezzabile, a dispetto dell’ulteriore ricerca di rinforzi. Basti pensare che Bucchi si permette di tenere in panchina un certo Rolando Bianchi. Umbri col 4-3-3 a fronte del tradizionale e collaudatissimo 5-3-2 di marca sempliciana.
In avvio la Spal si distende subito bene sull’asse di sinistra, ma alla prima vera iniziativa il Perugia passa. Guberti si accentra da sinistra e appena dentro il vertice dell’area calcia di destro (le ali perugine giocano a piede invertito): il pallone viene deviato (dai glutei di Di Carmine?) e s’infila alle spalle di Branduani. La Spal è un po’ sballottata, lascia spazi, al 10’ Branduani deve salvare di piede su destro radente del solito Guberti. Un attimo dopo la reazione biancazzurra per poco non si concretizza con Zigoni, a un soffio dall’intercettare un avventato retropassaggio per Rosati. Col passare dei minuti la gara si equilibra. Guberti resta quasi imprendibile, ma la Spal cresce, anche se il gioco è più a strappi che non fluido. Al 23’ Mora ritarda la conclusione (palla sul destro) e la chance sfuma. Il Perugia ha maggior palleggio e pare un pelo più brillante fisicamente, i biancazzurri spesso lanciano da dietro con Gasparetto e Giani. A centrocampo c’è poco fraseggio, poca circolazione, diversi errori di misura. Gli sfoghi alla manovra sono Lazzari e Mora. Al 34’, su cross di Imparato, Di Carmine di testa sfiora il raddoppio. Il tempo scorre e si chiude senza sussulti. La Spal non impensierisce mai Rosati, Antenucci e Zigoni non vengono alimentati. Al netto della fase di preparazione, ciò che va registrato, corretto, migliorato, è il centrocampo.
Nella ripresa squadre rivoluzionate. Perugia quasi per intero (sette cambi), mentre nella Spal entrano Meret, Schiavon, Pontisso e Cerri. Difficile dare giudizi complessivi, si assiste a un allenamento per mettere minuti nelle gambe. Detto ciò, al 13’ Schiavon - lanciato da Cerri - mette a sedere Rosati ma poi di sinistro spedisce a lato. Occasionissima. Fallita, ma positivo averla costruita. E va anche sottolineato che proprio Schiavon in venti minuti lancia segnali molto incoraggianti: il suo recupero è basilare per il futuro. Interessante Pontisso. La Spal manovra molto più che nel primo tempo. Poco prima della mezz’ora quattro sostituzioni spalline in blocco. Proteste per un possibile rigore su Cremonesi. L’iniziativa è sempre spallina e questo è un aspetto incoraggiante. Bisogna leggere tra le pieghe, oltre la sconfitta.
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