Spal, da Perugia indicazioni importanti
Calcio serie B. La squadra deve crescere come condizione, personalità e palleggio. Bene la reazione, Schiavon e Pontisso
FERRARA. L’anno scorso il pre-campionato della Spal fu scintillante, colmo di vittorie e privo di sconfitte, e con una difesa impenetrabile.
L’attuale pre-season, al contrario, ha riservato qualche gol al passivo (4) ed ha fatto registrare un ko, quello di mercoledì sera a Perugia nel primo test contro un avversario di pari categoria.
Domanda: la Spal deve preoccuparsi?
Diremmo proprio di no. Altri tempi, altre realtà. Sono cambiate tante cose. La preparazione, intanto. In previsione di un campionato interminabile e fisicamente esigente come quello di B, mister Semplici ed il suo staff avevano pianificato di modificare qualcosa. Ci sta, è logico. Ed è uno dei segnali emersi chiaramente dall’esibizione del “Curi”. Quello di un piccolo ritardo di condizione. Definiamolo così, anche se evidentemente non è... un ritardo sulla tabella di marcia prestabilità dalla commissione tecnica biancazzurra. Sta di fatto che Perugia ha detto cose interessanti, ha fornito indicazioni importanti, al di là del punteggio, del risultato, a quest’epoca sempre aneddotico nel bene come nel “male”.
Allora. La Spal ha perso 1-0 ma la partita è stata sostanzialmente equilibrata, giocata alla pari. La differenza, in termini di esito finale, l’ha fatta la partenza sprint del Perugia. Più aggressivo, più determinato, più sfrontato, il Grifo davanti al proprio pubblico ha sfoggiato 5/10/15 minuti di rilievo. Diverso il passo di alcuni protagonisti, Guberti in primis: esplosivo, uno scatto e via, con gli spallini “piantati”. La fase iniziale del match ha evidenziato le attuali magagne biancazzurre. Intanto, come dicevamo, una squadra ancora un po’ imballata, ma questo è un aspetto che in fondo non preoccupa. Poi, un piccolo deficit di atteggiamento: timidino l’approccio al cospetto di un palcoscenico e di un avversario consolidati in B. In realtà, non c’era di che avere paura. L’orco non era tale. L’avversario non così superiore. Tanto che con più convinzione la Spal è rapidamente riuscita a riconquistare campo. In questa fase ha però manifestato una lacuna del momento, magari dettata anche dalle circostanze, da un assetto ancora incompleto. La squadra di mister Semplici ha faticato nel possesso palla, nella circolazione, nel palleggio. Troppi lanci lunghi dalle retrovie, qualcosa di inabituale. Palloni a scavalcare il centrocampo, e poco gestibili per Antenucci e Zigoni. ed anche di nocumento per lo sviluppo della manovra. Troppa fretta e troppe imprecisioni. Ma, forse, l’abuso dei lanci è nato a fronte delle difficoltà dei centrocampisti nella gestione della sfera.
I lati negativi della medaglia presentano però anche una faccia opposta. Nella ripresa la Spal è parsa più tonica, più reattiva, più vivace. L’iniziativa si è intensificata, è stata quasi sempre biancazzurra. La squadra si è giovata di un maggior possesso palla, la manovra è stata più articolata, più costruita. In tal senso sono risultati benefici gli ingressi di Pontisso e Schiavon. Il centrocampo ha presentato un altro volto. Il giovane ex udinese ha mostrato doti interessanti: bel portamento, testa alta, nessuna paura nel farsi dar palla e nel giocarla, velocità di pensiero e di trasmissione, capacità nel corto ma anche nella battuta lunga a cambiare il fronte.
Quanto a Schiavon, si è “mangiato” un gol colossale (e poteva comodamente essere l’1-1, tanto per dire) ma l’aspetto più importante non è questo bensì come Eros si è inserito in quell’occasione, come ha messo a sedere il portiere, come - appena alla sua seconda uscita stagionale - ha mostrato già di avere più gamba rispetto all’apparizione contro la Primavera, come si è proposto. È destinato a crescere ulteriormente e la Spal non potrà che giovarsene. Mancano tre settimane all’esordio in campionato, a Benevento, e la Spal ha il tempo per arrivare a regime, anche recuperando pedine preziose (come Schiavon, appunto) e aggiungendo grazie al mercato le ultime due o tre che mancano. E che ci sia bisogno di qualcosa, che già si sapeva e che mister Semplici chiede da tempo, è parso evidente. Se la guida del reparto arretrato porterà in dote il leader difensivo che si cerca ed offrirà più soluzioni (intanto anche Silvestri inizia a giocare e ciò è positivo), il centrocampista di qualità è necessario per far lievitare il settore.
Nel frattempo, domenica a Forlì sarà Coppa Italia. Impegno ufficiale, quindi. Occhio, il Messina visto domenica scorsa contro il Siena va a velocità superiore rispetto alla Spal attuale. L’impegno, quindi, sarà tosto, e per nulla scontato. Lecito attendersi dei progressi, ma tutto deve essere commisurato in proiezione campionato. Mai come quest’anno è quello l’appuntamento che conta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
