Baroni e la Krifi nel cuore della 4 Torri
FERRARA. Lo aveva detto ed è stato di parola. Addirittura facendo diventare la propria azienda il partner più importante della squadra. Mauro Baroni ha lasciato la poltrona di presidente ma ha...
FERRARA. Lo aveva detto ed è stato di parola. Addirittura facendo diventare la propria azienda il partner più importante della squadra. Mauro Baroni ha lasciato la poltrona di presidente ma ha raddoppiato il suo impegno nella 4 Torri. Non sono note le cifre, ma da qualche giorno è di pubblico dominio che la prima squadra si chiamerà Caffè Krifi. Mauro Baroni spiega così il cambio di “insegna”: «Non vi deve sorprendere. Io l'avevo detto che lasciavo la presidenza dal punto di vista burocratico, ma che il mio appoggio alla pallavolo ferrarese non sarebbe mancato. Così, quest'anno, visto il bacino di utenza della mia azienda e il girone in cui andremo a giocare, ci siamo messi d'accordo con Niagara e il suo presidente Carretta. Il nome della prima squadra sarà quello della mia azienda».
Lo sponsor Niagara resta comunque a supporto della 4 Torri: «E' di aiuto da tanti anni, come del resto anche Krifi è da sempre uno dei partner della società. Come Caffè Krifi siamo a Ferrara ma anche nel Triveneto e nel Mantovano: le avversarie in serie B saranno proprio di queste province, quale occasione migliore». La 4 Torri, intanto, è ancora senza il successore di Baroni: «Stiamo cercando di fare il meglio per la società. Magari non per il futuro immediato ma per quello a più lunga scadenza: stiamo cercando di coinvolgere persone che sono dentro alla pallavolo, figure che sanno di questo sport e che possono portare un valore aggiunto alla società. Per un futuro che comunque non si discosterà da un settore giovanile molto sviluppato e una ferraresità complessiva della prima squadra».
Si parla di ferraresità, ma tra sestetto e libero, tra i potenziali titolari in campo, ci sarà un solo ferrarese, cioè l'alzatore (o Govoni o Zambelli): «E' chiaro che negli anni siamo passati dalla serie C alla B e quindi non tutti i giocatori che avevamo potevano reggere questo livello che si alzava. Ma nel complesso restiamo una squadra con una rosa fortemente indigena: 7 su 12 sono ferraresi o ragazzi comunque che stanno qua da noi. Vi sfido a trovare altre squadre con una componente indigena così marcata».
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