Spal a ritmo di geyser dance: Hallfredsson
Calcio serie B. Il colpo che Mattioli definisce «da far sobbalzare sulla sedia» può essere il nazionale islandese dell’Udinese
FERRARA. Francesco Della Rocca è un ottimo giocatore. Vasta esperienza tra serie A e B, mezz’ala classica, mancino, ideale per un centrocampo “a tre”. Nello scacchiere spallino ci starebbe bene, sarebbe un buon innesto. A Perugia continuano ad affermare che il suo passaggio in biancazzurro è vicinissimo.
Ma allora, perchè la Spal non “stringe”? Perchè non lo annuncia? Oltretutto, con l’urgenza che c’è a centrocampo...
Non lo fa perchè forse la società sta lavorando su un altro profilo. D’altra parte, Della Rocca è l’ottimo elemento di cui abbiamo detto, ma probabilmente non rientra nei parametri di un acquisto che quando arriverà «sobbalzerete sulla sedia», per usare l’espressione usata venerdì dal presidente Walter Mattioli.
Ma chi può essere un giocatore che risponde a requisiti di tale impatto? La risposta può venire da Udine: Emil Hallfredsson, nazionale islandese, ex Verona, classe 1984, struttura fisica imponente, mancino, mezz’ala di ruolo. Buona tecnica, buon dribbling, buon tiro. Esperienze in Svezia ed Inghilterra prima di imporsi in Italia. Un profilo di grandissimo rilievo.
L’Udinese lo dà? Lo dà, lo dà. Hallfredsson ha il contratto fino al 2018 (è arrivato in Friuli lo scorso gennaio, era al Verona dal 2010) ma è entrato nella lista degli esuberi, come Lodi, come Bubnjic come il giovane brasiliano Ewandro. L’Udinese deve sfoltire la sua rosa pletorica. Ed i rapporti tra bianconeri e Spal sono molto stretti. Non solo per i vincoli di amicizia e collaborazione tra i d.s. Bonato e Vagnati, non solo per le operazioni di mercato già condotte (i prestiti di Meret e Pontisso) ma anche per gli intrecci di sponsor e marketing (HS, Magnadyne...). Insomma, con una collaborazione dell’Udinese l’affare sarebbe possibile.
Oltretutto, risulta che Hallfredsson non ne faccia un discorso di categoria e che gradisca restare in zona (a Verona è nato il figlio) prima di un dopo-calcio che contempla nella sua Islanda.
Halfredsson lo ricordiamo come avversario della Spal nel Verona di Mandorlini in Prima Divisione o Lega Pro che dir si voglia. Nel centrocampo “a tre” faceva proprio la mezz’ala sinistra, la posizione che predilige. Non è un fulmine di guerra come passo, ma sa inserirsi, andare alla conclusione, ed ha visione di gioco e sa mandare in porta i compagni. È un centrocampista completo, che in B può ancora fare la differenza. Vanta 121 presenze in serie A e 71 in cadetteria (senza considerare la Lega Pro ed i campionati all’estero).
Non resta che attendere, avere pazienza e verificare se la pista è destinata a concretizzarsi. Ed in che tempi. Se il presidente Mattioli l’altro giorno si è sbilanciato a quel modo, può significare che l’acquisto non è lontano. Vedremo se sarà effettivamente quello di Hallfredsson. Nel caso, sì, saremmo pronti a sobbalzare sulla sedia. E magari il popolo spallino inizierebbe anche ad esultare a ritmo di “geyser dance”, la particolare celebrazione resa universalmente famosa dall’Islanda e dai suoi sostenitori ai recenti Europei francesi.
Alternative? I nomi sono sempre quelli, ma vengono accostati ad altre realtà (Basha al Bari, Munari alla Salernitana, Cinelli al Cesena...). A parte Della Rocca, ovvio. Ma i sussulti li garantirebbe Hallfredsson.
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