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Il Codifiume riparte di slancio «Sì, ci riproviamo»

Il Codifiume riparte di slancio «Sì, ci riproviamo»

L’ultima stagione è terminata con la finale playoff La società scatta con fiducia verso una nuova avventura

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SANTA MARIA CODIFIUME. Il Santa Maria Codifiume si è ritrovato ieri mattina per dare inizio alla preparazione. Qualcuno mancava, ma mister Sergio Rambaldi aveva già a disposizione un buon numero di giocatori per la nuova avventura. Assenti giustificati alcuni big come bomber Caniglia (torna oggi dalla ferite), Karapici (motivi di lavoro), Veretko (motivi di lavoro) e il difensore Zanca (lavoro). «Davanti agli impegni lavorativi non possiamo dire nulla - dice Marco Righetti, direttore generale del Codifiume -, ma presto avremo tutti a disposizione». La squadra ha sfiorato l'impresa lo scorso anno perdendo la finale playoff, in questo ci riprova con maggiore convinzione.

«Anzitutto, massima fiducia a mister Sergio Rambaldi che ha dimostrato sul campo il suo valore, poi abbiamo preso i giocatori che ci ha consigliato». Sono quindi arrivati, di comune accordo col diesse Lanfranco Mongardi, Caniglia e Ginesi entrambi dal San Carlo, La Quaglia dalla Spal e bomber Giacomo Beccati di ritorno dal XII Morelli. «Siamo convinti di aver operato per ringiovanire la rosa. La Quaglia è un talento di cui ci hanno parlato benissimo, ma non è l'unico. Poi c'è Caniglia che proprio con Beccati faceva coppia in attacco ai tempi del Reno Centese». A proposito, Beccati ritorna a distanza di due anni.

«Quando rompemmo i rapporti con lui, era capocannoniere del campionato. Non avevamo dato ragione ai numeri, ma alle leggi del cuore che ci imponevano altre scelte: volevamo confermare chi ci aveva portato in Promozione e non avevamo assimilato ritmi e idee della categoria. Adesso, posso dirlo, siamo maturati». Fra tanti arrivi, tra cui il centrocampista Gessoni, autentico faro di qualsiasi centrocampo in categoria, alcuni sono partiti: Ingardi, Scaramelli e soprattutto Attolico. «Mi dispiace per chi non fa più parte della nostra grande famiglia - confida Righetti -. Aggiungo qualcosa su Attolico che si era integrato benissimo, ma per motivi personali e lavorativi ha preferito andar al Castelbaldo Masi. Si è comportato benissimo con noi e lo ringrazio per tutto quello che ci ha dato».(c.m.)

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