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Hamilton o Harris, il "fattore H" per la Bondi

di Marco Nagliati
Hamilton o Harris, il "fattore H" per la Bondi

Basket A2. Si stringe il cerchio per la guardia. Seguiti i due bomber di Louisiana e Fresno

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FERRARA. Il “fattore H” e “mister X”. La Bondi sta stringendo sulla guardia statunitense e i prossimi giorni potranno assumere contorni decisivi. Vero che sostanzialmente non c’è una scadenza fissata e che è meglio attendere qualche attimo in più, piuttosto che “accontentarsi”, ma è anche evidente che il lungo lavoro di scrematura operato dallo staff biancazzurro sta giungendo a sintesi. Sul taccuino non più di tre-quattro nomi, un paio di questi monitorati da tempo ed al momento ancora sopra il budget che può permettersi il team ferrarese. Entrambi con l’identica iniziale H nel cognome: Alex Hamilton e Marvelle Harris. Del primo, tra l’altro, già s’era scritto la scorsa settimana. Hamilton è un 22enne in uscita da Louisiana Tech (20 punti di media partita nell’ultimo anno da senior) e che con i Clippers ha appena disputato la Summer League di Orlando. Fallito l’approdo in Nba, la point guard cerca un porto sicuro in Europa da cui iniziare a mettere i mattoni per una carriera importante. Ha una quotazione di spessore a, al momento, la Bondi non è in pole. Il nome nuovo è invece quello di Marvelle Harris, pure lui un rookie. Ha sempre chiuso in crescendo le sue annate universitarie con i Bulldogs di Fresno State: s’è congedato dal pianeta Ncaa con la media di 21 punti a match. A Trullo le sue qualità non sono sfuggite, però agganciarlo risulta ancora arduo sempre per via della richiesta d’ingaggio. Per questo la Bondi temporeggia, aspetta fino all’ultimo respiro che i prezzi calino un altro po’. In sintesi: sia Hamilton che Harris hanno in mano l’offerta ufficiale della Pallacanestro Ferrara, ma se non abbasseranno le pretese (ovvero finché non realizzeranno che nessun altro club vorrà soddisfarle) a Ferrara non sbarcheranno. Per questo è stata avviata anche la soluzione “X”, un terzo atleta che in queste ore è stato contattato e il cui nome rimane nelle segrete stanze biancazzurre. Intanto sono iniziate le grandi manovre per consentire a Bowers di ottenere il visto e salire sull’aereo che lo porterà in Italia. Parallelamente è partita la macchina organizzativa del raduno, fissato il 17 agosto.

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