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Buriani, l’istituzione di Portomaggiore Ora tocca a Daniele

Buriani, l’istituzione di Portomaggiore Ora tocca a Daniele

Da papà Ruben al figlio: il pallone è colorato di rossonero Dopo essere stato calciatore ora Lele allena la Portuense

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PORTOMAGGIORE. A Portomaggiore, la famiglia Buriani è un'istituzione nel mondo del calcio. Il capostipite è Ruben, oggi osservatore del Bologna, che ha fatto la storia del Milan; poi c'è Cristiano “Chicco” Buriani, il nipote, allenatore di lungo corso della Portuense che a sua volta ha lasciato, idealmente, il testimone al cugino Daniele Buriani. «Ho un rapporto molto buono con mio padre - rivela Daniele -; non è uno di tante parole, ma quelle poche che dice vanno a segno. E' una persona molto schietta che dice sempre quello che pensa, altrimenti se ne sta zitto. Come educatore non si impone su tante questioni: dà pochissime regole, ma quelle poche vanno rispettate alla lettera, non si transige».

In auge

Adesso Daniele è l'allenatore della Portuense che milita nel campionato di Promozione, un bell'impegno per una realtà che vuole tornare in auge. «Da dicembre mi hanno chiesto di allenare la squadra ed ho smesso di giocare. Il campo a dire il vero non mi manca particolarmente, mi piace il mio nuovo ruolo. E poi adesso ho anche altre cose cui pensare». Infatti, a Portomaggiore, la cicogna ha fatto due belle sorprese alla famiglia Buriani: Daniele è diventato da poco padre di una bambina, mentre sua sorella ha partorito un maschietto l'1 maggio del 2016: «Così anche la dinastia di calciatori potrà avere un seguito, per la gioia di nonno Ruben». Torniamo a parlare di calcio, con l'avventura sulla panchina rossonera. «Poteva iniziare meglio. Io sono subentrato alla guida della squadra a stagione in corso, ma non siamo riusciti ad evitare la retrocessione. C'erano troppi punti da recuperare, ma non mi sono pentito di avere accettato l'offerta della società. Quando ho avuto la possibilità di allenare la squadra del mio paese, non ho potuto dire no. Per quanto riguarda la salvezza, sapevamo che sarebbe stato difficile mantenere l'Eccellenza e infatti non ce l'abbiamo fatta. Il fatto di aver iniziato l'avventura 4-5 mesi mi avvantaggia per questa stagione, così conosco già l'ambiente da questo punto di vista».

Le giovanili

Mister Buriani ha già una certa esperienza in panchina avendo allenato tutte le giovanili locali, adesso la grande sfida di una prima squadra dall'inizio della stagione. «Abbiamo costruito un buon organico e ringiovanito la rosa. Poi posso sempre contare su cinque o sei giocatori di esperienza, alcuni dei quali con un passato tra i professionisti come Macchia o Gennari. Questi giocatori di esperienza possono darmi anche una mano nella gestione del gruppo».

Rialzare la testa

L'obiettivo è rialzare la testa: «Dobbiamo iniziare con lo stesso spirito che abbiamo mostrato lo scorso anno. Anche se siamo retrocessi, non posso imputare nulla ai ragazzi sotto il punto di vista della serietà e dell'impegno. Le annate, nel calcio, possono iniziare bene o male, ma lo spirito e la voglia non devono mai mancare. Indipendentemente dai risultati».

«Sono gli unici ingredienti che pretendo dai componenti della rosa - aggiunge Buriani - e che mi permettono di poter allenare sotto un buon punto di vista. Credo, in generale, che questa Portuense abbia davvero tutto per disputare un buon campionato».

Corrado Magnoni

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